ABANO. Ici, Francisci ricorre e vince: «Abbiamo aperto la strada»

«Provvedimento ingiusto, ora altri si faranno avanti»

IL GAZZETTINO 4 febbraio  2011
di Lucio Piva


Non basta pagare l'Ici dovuta per gli immobili. È necessario denunciare anche il possesso dei beni acquistati. Una norma ineludibile, secondo l'Ufficio tributi del Comune, pronto ad inviare, oltre i cinque anni indicati dalla legge come limite temporale massimo, tanto di ammenda ai contribuenti distratti o solo disinformati.
      Lo zelo degli uffici, rischia però di diventare un boomerang. Destinatario di una sanzione di 200 euro per l'omessa denuncia è stato infatti il candidato sindaco della civica "Con la gente per la gente", Aldo Francisci. Pronto a sua volta a non badare a spese e di ricorrere in commissione tributaria. Ed ha ottenuto ragione: l'organo di appello infatti ha motivato che dopo cinque anni risulta illegittima l'applicazione della sanzione per i ritardati.
      «Ho pure dimostrato - ha spiegato Francisci - che la comunicazione era stata regolarmente inviata, tanto che figurava nell'elenco delle note prodotto dal mio commercialista. Ma quello che è più importante è che la decisione della commissione tributaria costituirà ora un precedente a beneficio di quanti sono stati colpiti dalla stessa imposta ingiustamente applicata».
      E il boomerang per l'ufficio tributi aponense potrebbe rivelarsi doloroso. I 200 euro pretesi da Francisci si sono commutati in spese pari al doppio della sanzione contestata.
      «Come sportello del contribuente affiancato alla lista civica che rappresento - ha detto Francisci - abbiamo aperto la strada ad ulteriori ricorsi. Non mancheranno nuove azioni contro un provvedimento ingiusto. E contro un apparato burocratico che confonde spesso lo zelo con l'approssimazione».