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La denuncia: «Famiglia abbandonata dai servizi sociali»
La denuncia di Giorgio Grazzini, segretario della civica "Con la gente per la gente".
Poco più di 68 euro al mese. Tanto basterebbe ai servizi sociali aponensi per esaurire gli aiuti diretti ad un nucleo famigliare in cui è inserito un giovanissimo disabile. Lasciando la sua famiglia a confrontarsi da sola con il durissimo peso psicologico, oltre che economico, di una situazione insopportabile. Va insomma contro le strutture socio assistenziali del Comune la denuncia di Giorgio Grazzini, segretario della civica "Con la gente per la gente". E paladino della vicenda di un sedicenne, colpito dalla nascita da un rarissimo handicap psico fisico. L'assistenza che i genitori prestano al loro figlio è amorevole. Ma deve essere assicurata 24 ore su 24. Tanto più che il ragazzo è spesso affetto da stati di febbre continui che richiedono cure costose, oltre a mettere in stato di prostrazione fisica e psicologica i congiunti. L'appello da loro diretto ai servizi sociali, e rimasto, secondo Grazzini, per lungo tempo inascoltato, era indirizzato a condividere il costo di una badante, necessaria a dare sollievo alla mamma. Una richiesta inevitabile. Soprattutto dopo che per due anni non era stato corrisposto alla madre un contributo straordinario di 1000 euro l'anno. Epilogo dell'incontro, chiesto ed ottenuto, attraverso il commissario prefettizio alle strutture sociali, è stata una lettera con una proposta economica, giudicata indecente da Grazzini. Nella quale si quantifica in 68 euro e spiccioli il contributo previsto dal Comune per il disabile. Solo le briciole? No, secondo gli uffici.«Abbiamo tenuto conto dei redditi della famiglia - spiegano i vertici delle strutture sociali - chiarendo ai genitori che l'assegno di mantenimento avrebbe potuto essere aumentato a 100 euro se si fosse messa in regola la badante. Oltre a questo sostegno sarebbe stato possibile assegnare anche una sovvenzione straordinaria. La nostra proposta è stata inviata da settimane. Ma non ha avuto finora alcun riscontro da parte dei genitori del ragazzo». Il riscontro è stato invece giudicato avvilente dalla stessa famiglia e dallo stesso Grazzini. Che ora fanno ancora appello al commissario. Per risolvere una caso di coscienza. Prima ancora che economico.