GLI AMICI DEI MUSEI, VOLONTARI PER L’ARTE E LA CULTURA AD ABANO

Associazioni Culturali
a cura di Paolo Ghedina

“Oltre dieci anni di preziose iniziative per la nostra città”

Quando nasce un’associazione di volontariato, il primo giudizio su di essa ce lo formiamo sulla base dei principi e degli obiettivi che essa dichiara. Quando, undici anni fa e precisamente giovedì 24 febbraio 2000, si formò nella nostra Abano l’Associazione Amici dei Musei, questi furono gli scopi che i suoi numerosi (oltre un centinaio) fondatori assegnarono alla loro attività:
1) promuovere iniziative dirette a sensibilizzare cittadini e istituzioni alla ricognizione, allo studio, alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione delle emergenze archeologiche, storico-artistiche, dei monumenti e dei beni culturali delle Città di Abano (…);
2) promuovere iniziative dirette al sostegno del Museo Civico di Abano Terme e di altre realtà museali ed espositive già presenti sul territorio (…), alla creazione di un sistema museale sul territorio, ovvero un “museo diffuso” attraverso attività socio-culturali (…);
3) promuovere, anche in collaborazione con gli enti e le istituzioni locali, conferenze, dibattiti, sottoscrizioni, visite guidate, gite culturali e di istruzione, visite a mostre e musei nazionali ed esteri (…).
Da allora forte e ininterrotto è stato l’impegno dell’Associazione nel perseguire tali nobili fini, grazie all’impegno di tutti e in modo particolare del suo primo presidente, Martina Botton, giovane e brillante avvocato della nostra città, che passò quindi il testimone a un altro presidente, attivissimo e competente, Giovanni Comelli, già indimenticabile Assessore alla Cultura di Abano che in tale veste era riuscito a istituire proprio il Museo Civico di Abano Terme.
Negli oltre dieci anni trascorsi l’Associazione ha effettuato più di un centinaio di viaggi ed escursioni culturali, in Italia ed all’estero, per visitare città d’arte (Roma, Amsterdam, Torino, Milano, Venezia, Bologna, ecc.) e mostre d’arte (dagli Impressionisti al Rinascimento, alla Biennale di Venezia), e ampliare l’orizzonte entro cui anche il nostro museo deve collocarsi.
Per approfondire la cultura artistica di base, preludio a una buona fruizione del museo, gli Amici dei Musei  di Abano hanno poi organizzato oltre cento serate di approfondimento storico-artistico, offrendo non solo agli associati ma anche a tutti i cittadini, una vasta gamma di opportunità: conferenze-lezioni, proiezioni, visite guidate, ecc.
 In questo decennio si è parlato tanto di  Museo Civico, il Comune ha proceduto al restauro di Villa Roberto Bassi Rathgeb, grazie a un grande impegno espletato soprattutto dalle due amministrazioni del sindaco Cesare Pillon e infine anche al decisivo recente contributo della Regione Veneto, sono stati elaborati progetti di sistemazione museale ed è stato attivo il primo nucleo del Museo Civico presso Villa Bassi Rathgeb, poi malauguratamente cancellato.
La stragrande maggioranza delle opere appartenenti alla Collezione Roberto Bassi Ratghgeb, patrimonio prezioso donato alla Città e suo vanto culturale, giace ancora in un magazzino senza possibilità di essere vista, mentre gli antichi, delicati locali, molti splendidamente affrescati, della Villa Bassi Rathgeb restaurata sono stati improvvidamente e incongruamente (per non dire di peggio) trasformati in uffici comunali a ogni onore, gloria e conforto di ambiziosi amministratori, nonché dei burocrati al loro seguito.
Manca insomma ancora, in buona sostanza, quel Museo di Abano Terme che più di trent’anni fa la preveggenza del sindaco Federico Talami prima e subito dopo la determinazione dell’assessore Comelli avevano vagheggiato. Infatti, dopo il citato impulso dato ai restauri dal sindaco Pillon, le ondivaghe politiche delel amministrazioni successive hanno reso fino a oggi Villa Bassi Rathgeb, comunque, almeno sulla carta, destinata a sede museale, tutto fuorché sede museale. E, tanto per non farsi mancare nulla, anche il complesso del Montirone è vergognosamente chiuso, salvo darne un padiglione gratis a una galleria di Padova che ve ne fa ovviamente l’uso commerciale che più le aggrada.
Molti politici che hanno governato sembra proprio che non abbiano capito che un’attività museale come quella delineata, è uno straordinario motore di sviluppo non solo culturale, ma anche sociale, economico e turistico-alberghiero. Polo di attrazione per tanti ospiti degli hotel di Abano, ma anche opportunità di lavoro per i nostri giovani; marchio di riconoscimento nazionale e internazionale, ma insieme punto di identità per la comunità locale; luogo di studio e di ricerca, ma contestualmente spazio per lo svago e per una didattica creativa per i nostri bambini.
E con questi obiettivi l’Associazione Amici dei Musei potrà continuare ad affermarsi e anzi a essere sempre di più asse portate di un volontariato culturale e sociale indispensabile ad Abano Terme.