il Caso IL MURO DELLA VERGOGNA 68 EURO AL MESE PER UN DISABILE GRAVE!

“Ancora un caso doloroso disatteso in modo cinico e vergognoso nello stesso periodo della natività di nostro Signore Gesù”

Nella nostra città, tanti anni fa, è nato un bambino in stato neuro-vegetativo, con le tremende anomalie psico-fisiche che una tale condizione comporta. I genitori, pur sapendo le difficoltà a cui andavano in contro lo accolsero con tanto amore, amore che solo gli animi di grande sensibilità e fede cristiana sanno sprigionare. Accudirlo non fu e non è facile perché è un caso atipico, molto diverso da qualsiasi altro, caratterizzato da improvvise crisi notturne e diurne che obbligano la madre ad affrontare lunghe e snervanti ore di attesa per il naturale ritorno alla normalità; febbri che durano anche tre giorni di seguito senza che nessun medico riesca a diagnosticarne la causa; l’assistenza continua in tutto e per tutto ciò che si riferisce alle normali funzioni fisiologiche. Il padre per poter sopperire a un menage costoso e fuori dal comune lavora con orari fuori dalla normalità e dei normali periodi riposo.
QUESTA SITUAZIONE DURA DA BEN 16 ANNI e l’ufficio assistenza sociale cittadino non ha mai compreso o non ha mai saputo comprendere che è un caso di peculiarità molto rara e caparbiamente ha continuato ha fornire un’assistenza economica come se fosse uno dei tanti casi, sia pure gravi, ma totalmente diversi, perchè a parte l’impegno costante molto più logorante il bambino abbisognava di rimedi costosi non mutuabili. Di alimenti per pappette sostanziose per il loro composto di vitamine multiple, visite specialistiche, anche queste non mutuabili.
Ma per il Settore Servizi alla Persona - Ufficio Servizio Sociale MINORI E FAMIGLIA tutto questo non esiste. Si attengono a un certo art. 14 del regolamento comunale che non c’entra niente con questo particolare caso.
Ma per arrivare alla crudele vendetta eseguita dal Dr. Zulian nei confronti di cittadini, di vecchio stampo aponensi, nel periodo citato, bisogna risalire a due episodi precedenti.
Conosco questo nucleo famigliare da più di 35 anni, vista la necessità della madre di avere una badante fissa, dato che lei non è depressa, come si potrebbe anche supporre, ma è solo stanca, sfinita e bisognosa di normale riposo di ogni essere umano, mi sono rivolto alla Regione Veneto - Settore Assistenza. Il responsabile di tale Settore si interessò subito per trovare una soluzione definitiva e invitò il sindaco Bronzato a indire una riunione con un funzionario della regione Veneto, uno della ULS competente e uno del Comune per dividere tra i tre enti la spesa di euro 900,00 per la badante.
Ma il nostro funzionario Zulian non volle mai convocare questa riunione tanto che, meravigliato, il funzionario regionale inviò una seconda lettera sollecitando nuovamente la riunione, ma anche in questo caso nulla, non ottenne nemmeno risposta e la riunione non fu mai convocata. INCREDIBILE MA VERO.
A quel punto chiedemmo un colloquio con il sindaco Bronzato che ci ricevette, ascoltò e siccome continuava a dire “capisco, capisco” senza alcuna convinzione, la mamma del bambino che fino a quel momento era rimasta in silenzio disse ”NO, Lei non può capire, solo sua moglie potrebbe farlo se venisse a vivere con noi una quindicina di giorni” e ce ne andammo salutati dalla solita frase retorica “farò il possibile ma non ci sono soldi” e così finì il tutto.
Anzi ci fu subito una risposta! Il nucleo famigliare del bambino percepiva da anni un contributo di 1000 euro annui (80 euro mensili!) che immediatamente non fu più versato. E non fu più versato per ben 2 anni. Quando la mamma del bambino subì, a seguito di una caduta, una grave frattura ad un avambraccio si rivolse al suddetto ufficio per avere almeno gli arretrati che le spettavano ma ne ebbe solo vaghe promesse.
Un aiuto esterno era imprescindibile, ma soldi niente. Venuto a conoscenza del fatto chiesi un colloquio con la dr.ssa Conversano che, informatasi della situazione, dispose subito il pagamento degli arretrati e ordinò di indire una riunione con gli interessati per l’assunzione da parte del Comune di un aiuto esterno per 36 o 24 ore settimanali.
L’incontro fu fissato per il 2 novembre 2010. Siamo presenti io con la madre del ragazzo e il dr. Zulian con l’assistente sociale De Palo, stranamente tesa e incavolata, al contrario del dr. Zulian, affabile e sorridente.
Il colloquio, in realtà dopo schermaglie come “perchè non lo mettiamo in una struttura specializzata che tra l’altro è sovvenzionata dalla Regione Veneto?”, senza poter neanche supporre che solo la simbiosi della madre con il figlio tiene quest’ultimo in vita, passammo ai costi dell’aiuto esterno per 36 o 24 ore a carico del Comune di Abano e il dr. Zulian si impegnò a informarsi e decidere. E lo fece il 17 dicembre 2010 anno domini con la lettera che, gentilmente, viene pubblicata qui in fianco e il cui contenuto è così assurdo nel suo crudele e beffardo cinismo da provocare solo sentimenti di profonda repulsione. Non ci si comporta così con genitori che hanno affrontato la loro difficile missione dignitosamente in silenzio sorretti sempre dalla capacità di amare che possiedono solo gli animi nobili.
In qualsiasi nazione civilmente avanzata ci sarebbe stata subito una soluzione concreta necessaria alla bisogna, subito e in maniera stabile, senza dover subire quelle avvilenti e vergognose pantomine.
Ora la parola passa alla Commissaria dr.sa Conversano, che è il vero bersaglio di questa turpe azione, perchè è solo lei che hanno voluto offendere nel disattendere il suo desiderio in maniera così provocatoria.
Perciò con queste righe mi rivolgo a Lei, Commissaria Conversano: “Lei assume in sè i poteri del Consiglio Comunale, della Giunta e del Sindaco: prenda dunque la giusta decisione riguardo all’aiuto richiesto e operi il giusto richiamo e le eventuali misure punitive per chi sfacciatamente l’ha offesa!”
E sarà giustizia.


Giorgio Grazzini
Segretario del movimento
«con la GENTE per la GENTE»