a cura della dr.ssa Saida Melero
Vorrei fare un po’ di chiarezza su un tema che molte volte porta a dubbi, cattivo uso o eccessi nel suo utilizzo: la necessità o meno di integratori della nostra dieta.
Un consumatore italiano su due fa ricorso a integratori alimentari. A volte gli integratori si scelgono per moda, per passaparola o perché ci permettono di prestare meno attenzione alla dieta, “tanto prendo gli integratori”.
Gli integratori alimentari si inseriscono in un nuovo concetto di salute e di cultura attiva della salute, che valorizza la prevenzione. Oggi l’idea di salute è un progetto a lungo termine da perseguire con controlli periodici, attenzione all’alimentazione e cura della forma fisica.
Potremmo pensare che se uno mangia correttamente, ottiene dal cibo tutto quello che gli serve senza aiuto degli integratori alimentari. In realtà non è sempre possibile ottenere dagli alimenti tutto ciò di cui abbiamo bisogno. A volte perché gli alimenti coltivati con le tecniche moderne, in grandi estensioni e in qualsiasi periodo dell’anno non sono ricchi dei nutrienti che originariamente contenevano. Altre volte perché la dieta da sola non è in grado di contrastare i problemi che ci arrivano con l’allungarsi della vita. L’allungamento della vita umana ha portato la speranza di vita media a 80 anni creando un conflitto di grande rilevanza tra i meccanismi di funzionamento del nostro organismo ed il nostro desiderio di vivere a lungo ed in buona salute. L’incidenza delle malattie degenerative tipiche dell’età adulta ed avanzata (ed i loro fattori di rischio) è crescente nelle società evolute come la nostra. La nostra biologia può aver bisogno di sostanze bioattive in quantità non reperibili mediante un’alimentazione ordinaria, ma raggiungibili mediante integrazioni intelligenti e mirate.
Un altra realtà è che seguire i consigli di buona alimentazione, e farlo sempre, ogni giorno, non sempre è facile; ci sono da considerare le forti modificazioni dei consumi (preferenza per i cibi dolci, grassi e in grande quantità rispetto a quelli magri e amari che sarebbero più salutistici ossia “meglio un uovo oggi che una gallina domani”) e l’incidenza dell’attività lavorativa e degli stili di vita. Da qui l’aumento delle patologie derivanti da regimi alimentari eccessivi e/o squilibrati.
Per tutti questi motivi, gli integratori alimentari, pur non essendo farmaci, se opportunamente e razionalmente utilizzati svolgono un ruolo attivo nel favorire il benessere individuale e nella prevenzione di numerose patologie.
E’ importante non cadere nella confusione e nella disinformazione spesso dovute alla sovrabbondanza di informazioni. Come non pensare alle centinaia di diverse “diete” suggerite dai mezzi di comunicazione di massa?
Le responsabilità dei “professionisti della salute” (medici, farmacisti, ecc.) su questi temi, e sull’educazione del pubblico in proposito, sono del tutto evidenti.
Gli integratori alimentari, soprattutto quelli con presupposti di utilità fisiopatologica e efficacia non sono una “moda” ma il prodotto di specifiche indagini scientifiche, sottomessi a severe e dettagliate norme da parte dei produttori e dello Stato per garantire qualità e sicurezza. Rimane importantissimo il fatto di sapere quando, quali e come usarli perché realmente siano un complemento che ci da salute (non va bene per me quello che è andato bene a un mio amico).