“I vergognosi
comportamenti
di certi funzionari”
Ben due sentenze della Corte di Cassazione hanno stabilito, nel 2007 e nel 2009, che la TARSU (cioè TAssa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani) è appunto una TASSA e non una TARIFFA, dato che il pagamento da parte dell’utente comprendeva anche altri servizi (pulizia strade, marciapiedi, ecc.) di cui non usufruiva il singolo cittadino ma che erano di interesse pubblico generale.
E siccome sulle tasse il cittadino non è tenuto a pagare l’IVA – ci mancherebbe! – non è tenuto a pagarla nemmeno su quella particolare tassa che si chiama TARSU. Chiaro o no?
Con la sentenza n. 238 del 2009 la Corte Costituzionale codifica questo concetto in forma definitiva ed inappellabile, per cui gli importi IVA indebitamente corrisposti devono essere RIMBORSATI all’utente con retroattività. PUNTO e BASTA!
Noi questo abbiamo sempre sostenuto e sulla base di questo – che poi è quanto ha stabilito la Suprema Corte – ci siamo adoperati e ci adoperiamo perché i cittadini vengano correttamente rimborsati.
Abbiamo poi scoperto un fatto che non esito a definire scandaloso: il nostro Comune di Abano è l’unico della provincia di Padova servito da APS che continua ad applicarla. Vale a dire che mentre i cittadini di TUTTI gli altri comuni, Padova in testa, non pagano più l’IVA, quelli di Abano continuano a pagarla.
Ma facciamo bene attenzione: non perché l’abbia deciso l’APS, ma perché all’APS ha detto di farlo il Comune, con una delibera della Commissaria Conversano. Questo è incontestabilmente vero e se questo non è un vero SCANDALO, questa parola non ha più alcun significato.
Invece è totalmente falso ciò che viene affermato da un comunicato diramato del Comune di Abano e riportato dalla stampa locale. In esso viene riportato un elenco di comuni, tra cui Montegrotto, che NON sono serviti da APS, come Abano, ma da altre aziende che hanno contratti con caratteristiche del tutto diverse e rispetto alle quali può anche darsi che i comuni non si impegnino a difendere i cittadini da loro amministrati.
E’ anche probabile che la Commissaria Conversano abbia firmato ciò che le hanno sottoposto taluni funzionari dell’Ufficio Tributi che si sono distinti per voler complicare le cose più semplici: una costante che si verifica da anni su parecchi aspetti dell’amministrare, ma che ultimamente ha assunto aspetti sempre più indecenti e finanche patetici.
In ogni modo sappiano costoro (commissaria e funzionari) che se si continuerà per colpa loro ad applicare l’IVA sulle nostre bollette della TARSU, ciò comporterà anche precise responsabilità giuridiche che noi sicuramente ci impegneremo a far emergere e chiedere di sanzionare, anche economicamente.
In quanto poi alla ventilata possibilità che la non applicazione dell’IVA comporti un costo ulteriore per l’azienda è una barzelletta neanche tanto divertente, anzi vi sarà una semplificazione e quindi semmai un costo minore delle operazioni contabili se l’IVA non si deve calcolarla.
Ma su questo torneremo ancora e presto, per smascherare le oscure e insensate e ragioni di questo pazzesco modo di operare.
Giorgio Grazzini
Sportello del Consumatore
«con la GENTE per la GENTE»