L’idea che le terme e le cure termali siano legate indissolubilmente con il culto della divinità e con la devozione personale è antica come le terme stesse. I due grandi siti termali paleoveneti, quello di Montegrotto (Piazza del Municipio) e quello di Abano del Montirone, corrispondono a due santuari che fin dalle epoche più antiche hanno unito insieme devozione e salute.
Con l’avvento dei romani le nostre terme, pur mantenendo un aspetto devozionale, diventano luoghi di aggregazione, di attività fisica (sportiva si direbbe oggi), di spettacolo e di tempo libero: il famoso otim romano, opposto al lavoro e agli impegni, cioè ai negozia.
Per questo non stupisce che, già nella seconda metà del Settecento il Marchese Antonio Dondi Orologio nella costruzione di quello che in seguito sarebbe diventato l’Hotel Orologio avesse”raccolti nella abitazione stessa il rimedio, gli ordigni per applicarlo, il divertimento, la devozione”.
Se veniamo ai giorni nostri, possiamo ben dire che l’Oratorio della Beata Vergine della Salute, che troviamo in via Marzia, rientra nella logica di offrire agli ospiti una serie di opportunità che non trascuri l’aspetto devozionale. Il piccolo ma elegante oratorio costruito dai Bernabei, nel parco del proprio stabilimento termale, ma con l’entrata verso la strada, è in stile neogotico con un rosone e tre pinnacoli sommatali. La chiesetta era sempre aperta e ben tenuta ed era facilmente raggiungibile non solo dallo stabilimento dei Bernabei, ma dagli altri stabilimenti termali della zona: l’Hotel Massaggio che si trova proprio di fronte, l’Hotel Mediterraneo, ecc.
La costruzione è del 1924 e l’anno successivo venne consacrata da Isidoro Sain, Abate dell’Abbazia Benedettina di Praglia, che divenne poi Vescovo di Fiume. La proprietà dello stabilimento termale passò quindi ai signori Spadati che tennero sempre in grande considerazione questo oratorio dedicato alla Beata Vergine della Salute.
Al suo interno troviamo l’altare con una statua della Madonna avvolta nel manto celeste, un bel lampadario in ferro battuto, un’antica statua lignea di Sant’Antonio nell’atto di offrire del pane ad un mendicante ed un bassorilievo in legno della Madonna col Bambino.
L’allargamento della strada e la realizzazione del marciapiede, negli anni ottanta del secolo scorso ha imposto la chiusura della porta frontale e l’apertura di una porta laterale che non ha tuttavia snaturato la funzione della chiesetta. Anche se alcuni alberghi della zona sono tristemente chiusi ed ormai in rovina, l’Oratorio della Beata vergine della Salute, continua la funzione di luogo di culto per gli ospiti delle terme per il vicino quartiere Pescarin: è sempre aperto e c’è sempre qualcuno che porta dei fiori, accende dei lumini, e rivolge una preghiera alla Madonna o a Sant’Antonio.