La storia
Tra i tanti tesori d’arte, di storia e di cultura, della zona termale euganea, il Santuario di Monteortone occupa un posto di rilievo e costituisce non solo una preziosa reliquia del passato ma un luogo che ancor oggi può giocare un ruolo importante per le Terme Euganee. Il nome deriva probabilmente dalla volgarizzazione dell’antico toponimo Mons Rotundus.
Lo sviluppo del Santuario di Monteortone prende avvio da un evento miracoloso successo nel 1428 ad un soldato di ventura, Pietro Falco, che si era recato alle Terme nella speranza di veder risanate le ferite di guerra. La pia credenza riferisce che a Pietro Falco, mentre riposava, comparve la Madonna che lo invitò ad immergersi nell’acqua ed a recuperare una sua immagine che giaceva nell’acqua. La Madonna suggerì al soldato di far consacrare qual luogo e di annunciare alle autorità patavine la fine di una pestilenza che infuriava allora in città.
Pietro Falco entrò in acqua e fu presto risanato, così egli eseguì la volontà della Vergine, affiggendo l’immagine della Madonna ad un albero ed adoperandosi affinché quell’immagine fosse adeguatamente venerata. In compagnia del nobile padovano Lodovico Buzzaccarini che si era rifugiato nell’eremo di San Daniele per fuggire alla peste, si recò quindi a Padova dove convinse le autorità dell’evento prodigioso. Poco dopo l’inviato del vescovo di Padova riconobbe la straordinarietà degli eventi successi a Pietro Falco e autorizzò la costruzione di una chiesa e di un monastero.
Il fatto può essere letto anche in chiave storica: da poco più di un ventennio Padova era stata assoggettata da Venezia e stava perdendo l’importante ruolo che aveva giocato nei due secoli precedenti. Un grande luogo di cura e di culto, sotto l’influenza della nobiltà padovana, per altri versi ridimensionata ed avvilita, avrebbe sicuramente giovato alla stessa città di Padova. Anche l’evento del soldato risanato, poteva essere emblematico della nuova pax veneziana. Per questo le autorità patavine favorirono lo sviluppo della chiesa e del monastero, anche se finirono per pretendere un controllo sulla gestione dei bilanci del monastero per il tramite di quattro cittadini di loro fiducia.
Primo artefice della costruzione della chiesa e del monastero fu Frate Simone da Camerino, un predicatore colto ed intraprendente che riuscì a fondare la Congregazione della Beata Vergine di Monte Ortone, a farla riconoscere dal Papa Eugenio IV che lo fece con una bolla del 1432 e, soprattutto, ad attirare molti fedeli. In pochi anni il monastero ricevette cospicue donazioni, in denaro e in natura, da fedeli che desideravano essere sepolti nella chiesa e molti furono sia i patrizi sia i ricchi borghesi che contribuirono alla realizzazione della chiesa, come i nobili Francesco e Sigismondo Capodilista che nel 1497 fecero costruire la cappella maggiore, o Francesco Morosini che, nell’anno successivo, assegnò una somma di denaro alla Cappella di San Nicolò, o ancora Giovanni Antonio e Galeazzo Secco che nel 1624 assunsero le spese dell’altare di San Carlo. Il Monastero fu affidato, quindi, ai Padri Agostiniani che lo ressero fino alla soppressione napoleonica.
L’icona ancor oggi venerata, opera di un artista locale, è una tempera su tela di cm 70 x 72 che ritrae la Madonna nell’atto di allattare il Bambino, attorniata da due santi molto popolari, come Sant’Antonio Abate e san Cristoforo che regge il Bambino. Attualmente l’immagine è conservata nel sacello posto dietro l’altare maggiore, protetta da eleganti inferriate in ferro battuto e dorato.
Sul lato destro della chiesa, dove Pietro Falco ritrovò la sacra immagine, si trova la grotta dell’acqua della Vergine nella quale sgorgavano due fonti una di acqua dolce, fresca ed inodore, l’altare di acqua termale, tiepida, salsa e dell’inconfondibile odore sulfureo. Quest’acqua fu ritenuta benefica per alcuni disturbi agli occhi, ma la sua efficacia non è stata suffragata da prove scientifiche e questo uso medico è stato abbandonato.
La chiesa, attribuita a Pietro e Tullio Lombardo, presenta una tipica facciata a capanna con due eleganti lesene e ha tre navate con croce latina, tutte terminanti con absidi. All’abside di sinistra e addossato l’elegante campanile con cuspide, che si raccorda con l’ampio monastero caratterizzato da un bel chiostro cinquecentesco.
Ad affrescare la chiesa furono chiamati due valenti artisti del tempo, Jacopo Parisati da Montagnana, in quel momento al culmine della sua attività artistica, e Nicolò Pìzolo, la cui opera è andata persa o forse giace sotto una sovradipintura di calce dell’anno 1631 effettuata in occasione dell’epidemia di peste. Anche gli affreschi di Jacopo da Montagnana furono coperti da uno strato di calce, ma riemersero agli inizi del Novecento e furono restaurati nel 1957-58. Si tratta delle ricche decorazioni della Cappella maggiore che ancor oggi possiamo ammirare, nonostante i cinque secoli trascorsi abbiano reso in qualche parte difficoltosa la loro lettura.
Notevole il paliotto dell’altare maggiore lavorato con tecnica a commesso in marmi policromi e pietre dure, opera eccelsa della bottega dei Corberelli, attivi a Venezia, Padova e Vicenza (sec. XVII). Per rimanere nell’ambito della scultura, va segnalata l’elegante acquasantiera in marmo bianco, sormontata dalla statua di San Giovanni Battista, posta a destra dell’ingresso e tradizionalmente riferita da alcuni a Giovanni Minello e da altri a Matteo Allio.
Di sicura paternità dei due fratelli Matteo e Tommaso Allio è invece il monumentale portale in pietra d’Istria con due angeli, la Vergine ed il Bambino, realizzato tra il 1663 ed il 1672. Il ricco altare del Santissimo Sacramento in marmo bianco fa da cornice ad una tela realizzata nel 1616 da Giovan Battista Pittoni raffigurante Cristo risorto che compare alla Maddaledna. Notevole anche la tela di Antonio Vassillacchi, detto l’Aliense raffigurante Santa Monica tra i Santi Agostino e Nicolò da Tolentino. Di grande qualità pittorica è la tela di Jacopo Palma il Giovane che ritrae Cristo Crocifisso tra i Santi Agostino e Girolamo. Il Monastero, costruito verso la metà del Quattrocento, conserva nell’ampio refettorio dipinti realizzati intorno alla metà del Cinquecento da Giovan Battisti Zelotti, putroppo pesantemente “ripresi” da un pittore moderno.
Ne 1797 Napoleone, soppresse il Monastero, fece chiudere il Santuario e confiscò tutti i suoi beni. Il complesso monumentale fu annesso all’Ospedale di Padova ed adibito a stabilimento termale per militari. La chiesa fu riaperta al culto solo nel 1850 e dal 1925 è Parrocchia. In tal modo essa ha potuto riprendere quella funzione di centro di spiritualità e di devozione che l’avevano caratterizzata nei secoli. Ancor oggi è meta di pellegrinaggi e delle tradizionali processioni che convergono a Monteortone dai paesi vicini. Da Torreglia il martedì dopo Pasqua, da Galzignano la seconda Domenica dopo Pasqua, da Montegrotto il 25 aprile, da Abano e Praglia il primo maggio.
Il monastero fu riacquistato nel 1937 dai Padri Salesiani di Don Bosco che lo adibirono prima a seminario, quindi a stabilimento termale. L’ampio chiostro è sede di mostre d’arte e di varie attività culturali ed in particolare di manifestazioni musicali.
La Parrocchia oggi
Dal gennaio 2010 la Parrocchia di Monteortone fa parte dell’Unità pastorale Monteortone, Monterosso e Tramonte: le tre parrocchie stanno così muovendo i primi passi verso una comunione sempre più profonda e concreta. Anche nella diocesi di Padova la presenza dei sacerdoti è sempre più scarsa e più frammentata, cosicché è venuta spontanea la prospettiva di unire le risorse e di presiedere a rotazione alle varie eucaristie nelle diverse chiese.
L’Unità pastorale di Monteortone, che comprende tre parrocchie: Monteortone (3400 abitanti), Monterosso (850) e Tramonte (850) ha come Parroco moderatore don Danilo Zanella, che risiede a Monteortone, insieme a don Lorenzo Parolin. Coadiuvano il lavoro due preti diocesani penitenzieri (don Paolino Bettanin e don Aldo Fabris) e due salesiani don Giulio Bertazzo e il diacono don Antonio Dal Santo.
In Parrocchia sono attivi diversi gruppi:
Il Gruppo Sportivo Monteortone a.s.d. che si propone di favorire la pratica di diverse discipline sportive a livello dilettantistico, come il calcio la pallavolo, la ginnastica.
La Corale Monteortone, voluta dal primo Parroco di Monteortone don Ermenegildo Fogo ed ora magistralmente diretta dal M. Stefania Martin con la collaborazione di Giacomo Aduso, organista titolare del Santuario.
Azione Cattolica Adulti con varie proposte di formazione per operatori pastorali, organizzazione di pellegrinaggi, della sagra, di concorsi di poesia e altre attività culturali e ricreative.
Il Gruppo Catechisti, l’ACR (che ha un proprio sito: www.acrmonteortone.it ) che organizza il Grest e due Campi Scuola a Baselga di Pinè.
Da quasi dieci anni è attivo a Monteortone il “Fondo di solidarietà parrocchiale”. Esso ha lo scopo di utilizzare temporaneamente i fondi raccolti dai soci per fini di solidarietà e utilità per tutta la Comunità.
La Caritas che è un “coordinamento” delle forze esistenti in una comunità, allo scopo di formare e di animare alla carità. “Carità” non è da intendersi in senso di elemosina, ma nel senso biblico di “amore gratuito e disinteressato” per gli altri, in particolare per i più poveri e bisognosi.
Un’interessante novità è costituita dalla “Radio Parrocchia”. Presso la segreteria della Parrocchia sono disponibili degli apparecchi ricevitori che permettono di ascoltare da casa tutte le celebrazioni e tutto quello che si vive in Santuario. E’ un modo per sentirsi partecipi della vita parrocchiale attraverso questa specie di “radio”; è un modo utile e bello soprattutto per gli anziani e i malati che non si muovono tanto, ma potrebbe essere interessante per tutti.
ORARI S.MESSE FESTIVE: Ore 7 - Ore 9 - Ore 11 - Ore 17 (18 ora legale) Prefestiva al sabato sera: ore 17 (18 ora legale)
ORARI S. MESSE FERIALI: Ore 17 (18 ora legale)
CONFESSIONI: Don Paolino svolge tutti i giorni il ministero della Confessione, in Santuario, normalmente in questi orari: al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 16 alle 18.Don Aldo confessa alle 17.30, prima della S Messa.
S. ROSARIO: Ogni giorno, mezz’ora prima della Messa serale
SOLENNITA’ DEL SANTUARIO: 21 novembre: festa della MADONNA DELLA SALUTE
Parrocchia “S. Maria Assunta”
via Santuario 63 35031
Monteortone (Abano Terme) – Padova
Tel. 049667165
mail: webmaster@moteortone.it
Segreteria parrocchiale: apam@moteortone.it