RABBIA VACCINARE SI VACCINARE NO

A distanza di quasi quindi anni dall’ultimo caso di rabbia diagnosticato in Friuli, nel 2009 la Rabbia Silvestre  è tornata nel territorio nel territorio nazionale dalle vicine Slovenia e Croazia.
Alla luce delle recenti campagne stampa spesso allarmistiche e/o fuorvianti ritengo sia opportuno fare un po’ di chiarezza a riguardo della diffusione e della prevenzione vaccinale della rabbia.
Inizio spiegando brevemente cos’è la Rabbia:  è una malattia di origine virale, spesso mortale, che può colpire tutti i mammiferi terrestri (uomo compreso) causando nel soggetto colpito una sintomatologia di carattere nervoso associata ad aggressività --> Morso
-->trasmissione malattia.
Il mantenimento in natura dell’infezione necessità di due fattori principali: un ospite, che nel nostro paese è rappresentato dalle volpi  e un ambiente adatto alla sopravvivenza dell’ospite stesso: il bosco.
Gli spostamenti notturni delle volpi (per procacciarsi il cibo) dall’ambiente silvestre a quello delle nostre campagne e periferie urbane sono alla base della possibile interazione volpe-uomo oppure volpe-animale domestico (cani in particolare ma anche gatti) e quindi anche della possibile trasmissione della malattia.
Dal punto di vista epidemiologico, cioè della diffusione della malattia in un certo territorio, nella nostra zona (la Provincia di Padova, la zona termale ed i Colli Euganei) esiste una buona diffusione territoriale della Volpe Rossa ma ad oggi NON sono stati mai travati esemplari (morti o da catture) positivi alla malattia, quindi la provincia di Padova è da considerarsi INDENNE.
Conseguentemente  i proprietari di animali domestici NON sono tenuti ad effettuare la vaccinazione antirabbica.

E’ invece obbligatoria la profilassi vaccinale (eseguita almeno da 21 giorni) nel caso i nostri cani & gatti vengano portati nelle seguenti zone:

Provincia di Belluno
Provincia di Treviso
Provincia di Vicenza (ULSS 3 e 4 es. ASIAGO)
Provincia di Venezia ( ULSS 10 es. Caorle)