ABANO Depurazione delle acque reflue, il “canone non dovuto” fa insorgere i contribuenti
Contribuenti delle Terme e dintorni, unitevi. È l’appello reso pubblico dallo Sportello consumatori, sponsorizzato dalla civica “Con la gente per la gente”, per far ottenere agli aventi diritto il rimborso del canone di depurazione delle acque reflue. Dopo aver archiviato con successo la battaglia per il rimborso dell’Iva, riconosciuta come non dovuta, sull’asporto dei rifiuti, lo sportello ingaggia così un altro duello con i poteri burocratici. Lo fa sulla scorta di una sentenza con cui, nell’ottobre del 2008, la Corte costituzionale ha sancito come illegittima la corresponsione delle bollette per l’allacciamento al depuratore, laddove l’impianto non esista o non sia funzionante. La pronuncia degli Ermellini ha subito messo al lavoro gli esperti dello sportello. Impegnati ora a renderla nota alle decine e decine di proprietari di case sparse che utilizzano ancora le vecchie “biologiche” isolate. Ma oltre a loro, il pronunciamento interessa i proprietari delle nuove urbanizzazioni non ancora collegati con il depuratore centrale. Che pure hanno corrisposto il canone, ritenendolo dovuto. L’effetto sta così ottenendo diffusione esponenziale. Aumentano di settimana in settimana le telefonate allo sportello del consumatore di Abano per ottenere tutte le istruzione d’uso per il rimborso. Tutt’altro che difficili nelle modalità di compilazione. «È sufficiente - ha spiegato il referente dello sportello, Giorgio Grazzini - inviare un apposito modello agli uffici di Aps-Acegas di corso Stati Uniti a Padova per dichiarare che l’abitazione non è collegata ad impianti centrali di depurazione. Alla richiesta seguirà il sopralluogo di un tecnico dell’azienda. Il rimborso successivo dovrebbe essere disposto dall’Autorità territoriale di bacino».Poco ma sicuro che le richieste di rimborso, a prescindere dal loro numero, saranno sicuramente “pesanti”. Molte famiglie non allacciate al depuratore, infatti, hanno corrisposto il tributo non dovuto anche per decine di anni. Non mancano ovviamente i corollari di polemica politica, da parte della battagliera civica.«Il comune nel contesto della propria attività informativa - ha spiegato il leader di “Con la gente per la gente, Aldo Francisci - avrebbe dovuto ragguagliare di questa possibilità i cittadini. Ma si è guardato bene di spiegare loro il contenuto di un loro diritto sacrosanto».
LA CORTE COSTITUZIONALE
Ridisegnato il rapporto tra utenti e gestori
Porta la data dell’11 ottobre 2008 la sentenza n. 335 con cui la Corte costituzionale ha ridisegnato il rapporto fra gli utenti ed i gestori di pubblici servizi, stabilendo che se nel comune non sono presenti o non funzionanti i depuratori per le acque reflue non è nemmeno dovuto il pagamento della bolletta. La suprema corte, ha così dichiarato l’incostituzionalità della legge 5 gennaio 1994 n. 36 nella parte in cui prevede che il corrispettivo è dovuto dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Lo Sportello del consumatore di Abano ha subito preso la palla al balzo patrocinando ricorsi in base all’assunto che il canone non è un tributo ma il corrispettivo di un servizio. E che quindi non va corrisposto se manca l’allacciamento all’impianto.
Rassegna stampa: Lucio Piva
«IL GAZZETTINO» 17 gennaio 2010
CENTINAIA LE RICHIESTE. AcegasAps RISPONDE E CONFERMA RIMBORSO CANONE DI DEPURAZIONE
AVVERTENZE
Il sopraluogo dei tecnici AcegasAps per verificare se sussistono i requisiti per il rimborso E’ GRATUITO!
La sanzione di euro 65,00 è prevista solo se il richiedente non ha i requisiti per chiedere il rimborso.
E quindi solo se qualcuno vuole fare il furbetto paga la sanzione.
Come ci ha assicurato AcegasAps questa sanzione non riguarda il normale contribuente come si può ben evidenziare dalla risposta qui accanto riprodotta.