COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO LUCA CLAUDIO
Con riferimento all’articolo di oggi dal titolo “OMBRE SUL TERZO MANDATO” si
replica come segue:Certo mi “onora” il fatto che si aggiungono luminari a luminari per dire la loro sul caso Claudio ma, ahimè, tutta questa manna a lor signori e al loro prestigio professionale intanto sta gravando ancor di più, visto il ricorso in appello, sia sulle tasche del sottoscritto,
sia sul Bilancio Comunale (soldi dei cittadini) per dirla senza tanti eufemismi dottrinali.
Nel precisare, giusto per dovere di corretta informazione, che il giudizio in questione è
stato esaminato in primo grado dal Giudice Ordinario (Tribunale) e non dal TAR, come
riportato dal quotidiano, ed ora riproposto al secondo grado di giudizio (Corte d’Appelllo) e
non Consiglio di Stato, come riportato dal quotidiano, si prende atto di come alcune
mummie d’ateneo si siano improvvisamente destate da sonni secolari per parlare del terzo
mandato di un Sindaco; mi chiedo perché solo ora. Perché la questione non è mai stata
sollevata prima nonostante molti siano i casi di terzo mandato di Sindaci (ovviamente in
Comune diverso), come molti sono i casi di terzo mandato di Presidenti della Provincia o
Sindaci che avevano occupato posti al vertice di Consorzi ed Enti nello stesso territorio..
Hanno forse un po’ di confusione su sentenze di altri procedimenti?
E ancora, perché questo tema interessa molto solamente nel mio caso, forse perché la
mia vittoria non aveva alle spalle alcun appoggio politico, di nessuna area, e ciò non è
piaciuto? Forse sta diventando una minaccia ai poteri forti il fatto che i cittadini esprimano
un voto libero sulla persona stravolgendo il vecchio sistema dei voti, quello che “se tu mi
voti ecc. e che la partitocrazia è ormai sempre più lontana dalla gente?
Dov’erano gli illustrissimi professori Bertolissi e Italia quando altri Sindaci esercitavano il
terzo mandato? Se la loro filosofia del diritto ed orientamento dottrinale fossero limpidi e
oggettivi, perché non si sono indignati anche allora proponendo le dovute azioni popolari
in difesa del loro codice deontologico come esperti, luminari, giuristi? Cosa bramano in
realtà e a chi devono rispondere?
L’Università non era un tempo il luogo dove illustri studiosi del diritto esaminavano le
norme e ne interpretavano lo spirito di applicazione con la finalità di contribuire ad un
futuro migliore per la democrazia? Ora cosa sono invece? Luoghi dove si studia come
interpretare una norma a favore delle lobbies di potere e in barba all’espressione popolare
manifestata attraverso il più alto strumento di democrazia che è il VOTO? Bertolissi e i
suoi amici luminari hanno dormito oltre dieci anni e si sono accorti solo ora che la legge va
interpretata nel senso che dicono loro o sono stati “spinti” a trovare per forza una ragione,
ancorchè astrusa e assurda, per affermare che quella norma deve essere interpretata
così? Politica? Parcella?
Non so come andrà a finire, io sono tranquillo, sono stato eletto dai cittadini, ma una
riflessione voglio farla.
E’ di ieri una elogiante presentazione su un quotidiano locale dell’ultimo libro di Bertolissi
sugli evasori fiscali e sul fenomeno dell’evasione, un elogio al suo sdegno di cittadino
prima ancora che giurista, verso chi evade le tasse, uomo non più intriso dal diritto ma
“abbassato” al livello del comune cittadino “..che distanza dall’accademia, che vivezza,
che passione civile...(cit.). Certo è indicato anche il “risibile”, a detta del recensore, costo
del libro (12 euro moltiplicati per???).
Il secondo ricorso contro di me presentato da Bertolissi, ora avanti la Corte d’Appello,
costerà molto molto di più del suo libro, graverà su di me ma anche sui cittadini senza che
loro abbiano scelto di pagare queste cifre, senza avere un servizio pubblico o un’opera in
cambio come sarebbe giusto, per una questione di “principio”, in teoria, che però, guarda
caso, appassiona così tanto da far ritirare (sotto pressione di chi?) la firma alla prima
firmataria di una mozione in Parlamento per definire una volta per tutte la questione del
terzo mandato... ma, si sa, i poteri forti e le parcelle degli avvocati hanno ben poco a che
vedere con la filosofia del diritto e la passione civile, con i princìpi poi...
E così, come diceva il grande Totò, “e io pago!”
Luca Claudio sindaco di Abano Terme