"TRA MOGLIE E MARITO" - A chi va la casa ?


Capita spesso quando un coniuge viene nei nostri studi e ci “bombarda” di domande, che ad un certo punto il colloquio si soffermi specialmente sulla questione della casa coniugale. La domanda è sempre la stessa: “Avvocato, e adesso che ci separiamo la casa che fine fa?”  Ebbene, innanzitutto è necessario capire se la coppia ha figli (minori, ovvero maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti) perché il nodo della questione sta tutto lì. Infatti, se la coppia è senza figli, in assenza di ipotesi eccezionali, la casa rimmarrà automaticamente al coniuge che ne è il proprietario, nel senso che il Giudice non è neppure tenuto ad emettere un provvedimento di assegnazione. Se la casa invece appartiene ad entrambi i coniugi, questi dovranno mettersi necessariamente d’accordo: o uno trasferisce la propria quota all’altra che così diventa titolare esclusivo, o i coniugi vendono la casa a un terzo e ne dividono poi il ricavato, oppure, in mancanza di accordo, uno dei due potrà anche chiedere la divisione giudiziale: la casa andrà all’asta ed il ricavato della vendita, successivamente diviso. Quest’ultima evidentemente è la soluzione peggiore e da scongiurare assolutamente! Se la coppia ha figli, invece, il Giudice emetterà un provvedimento diretto alla tutela dei figli minorenni o maggiorenni conviventi e non autosufficienti affinché questi possano continuare a vivere nell’ambiente domestico e nell’habitat in cui sono cresciuti e si è, fino a quel momento, articolata la vita familiare. Ecco che a quel punto il Giudice verificherà quale sarà dei due coniugi il genitore affidatario e collocatario e a questi (generalmente la madre) assegnerà la casa coniugale a prescindere dalla titolarità della stessa. Ciò significa, in termini pratici, che anche se il marito è proprietario esclusivo dell’abitazione, dovrà comunque lasciarla alla moglie non proprietaria che potrà continuare a viverci fino a che l’ultimo dei figli che convive con lei non sarà economicamente autosufficiente. Capite bene che parliamo anche di lustri specie se la separazione avviene quando ci sono figli piccoli. E’ comunque evidente che l’assegnazione della casa coniugale ha una ripercussione dal punto di vista patrimoniale perché da un lato il coniuge che lascia la casa dovrà, il più delle volte, sostenere spese per un nuovo affitto o per l’acquisto di un’altra abitazione, mentre il coniuge assegnatario godrà di un arricchimento rappresentato proprio dal risparmio relativo all’affitto o all’acquisto di un’altra casa. Ai giudici, in ogni caso, non sfugge questo aspetto che viene tenuto in debito conto in sede di determinazione dell’assegno di mantenimento a favore di moglie e figli.