UNICAMENTE LA STORIA DI UNA PERSECUZIONE CIVILE E POLITICA

Questa è unicamente la storia di una persecuzione civile e politica.
La persecuzione di un libero cittadino colpito nei suoi diritti legittimi da parte dei detentori del potere e delle loro burocrazie perché non è stato al loro sporco gioco di prevaricatori. Non ci sarebbe altro da aggiungere.

  Primo. Non è vero che Aldo Francisci “non ha le carte in regola” per mantenere la sua struttura.  Nel 2001 il gazebo dei libri, dopo l'approvazione della Commissione edilizia è stato regolarmente autorizzato dal Comune fino al 31 dicembre 2019. E' stato inserito nel "Piano generale del commercio su aree pubbliche" approvato dal Consiglio Comunale. La revoca unilaterale di queste autorizzazioni è un abuso.

Secondo. E privo di logica autorizzare per nove anni un gazebo con un permesso permanente di occupazione del suolo pubblico e poi pretendere di punto in bianco lo spostamento alla sera con il rimpiazzo al mattino.

Terzo. Il Comune di Abano ha prima illegittimamente ordinato ad Aldo Francisci di rimuovere il chiosco librario, ma una volta chiamato in giudizio avanti al Tar, ha dichiarato che non avrebbe fatto nulla per far eseguire tale intimazione,  dichiarando che "... l'Amministrazione comunale non intende dar corso alla revoca della concessione fino a quando il TAR non si sarà pronunciato definitivamente ..." lasciando  il chiosco al suo posto.

Quarto. Qual è il motivo di questo agitarsi della dirigenza comunale? Semplice: inventare e prolungare un contenzioso per impedire ad Aldo Francisci di essere eletto sindaco, dato che chi è in causa col Comune non può per legge esserne amministratore. Gli zelanti burocrati nominati dal centrodestra di Bronzato & soci hanno eseguito fino in fondo gli ordini dei loro padrini politici.

Quinto. La morale della storia è che ad Abano Terme la mafia esiste, eccome! Si annida negli uffici del municipio, ben custodita dagli alti burocrati, grassamente remunerati e opportunamente pilotati dall’esterno dai loro padrini politici di cui sopra.
Sesto. Questo non è  un caso personale del candidato sindaco Aldo Francisci.
Questa brutta storia è la prova dello squallido malgoverno in cui il Comune di Abano Terme e la città tutta sono stati sprofondati dalla giunta di centrodestra Bronzato-Faggion-Cosentino. 

Ma questi signori non sanno che Aldo Francisci quando sarà eletto sindaco non cederà al ricatto della scelta: o Sindaco o Gazebo.
Lui sceglierà di fare il Sindaco di Abano per onorare gli impegni assunti davanti  a tutta quella Gente che lo avrà votato e che gli vuole bene.

Sarà il primo Sindaco d'Italia che per fare il sindaco dovrà, ingiustamente, abbandonare la propria attività.  

Abano Terme, 15 aprile 2011
  

Giorgio Grazzini
Segretario del Movimento
«Con la Gente per la Gente»