vasca montirone

Reflui della discordia Albergatori in attesa di due verdetti del Tar

IL MATTINO DI PADOVA 16 luglio 2017
di Federico Franchin

Federalberghi Terme contesta l’imposta voluta nel 2015  Chi scarica negli scoli consortili non vuole pagare due volte

ABANO TERME . C’è un doppio ricorso al Tar del Veneto presentato dagli albergatori termali iscritti a Federalberghi Terme Abano Montegrotto contro il comune di Abano in merito al pagamento della tassa sullo scarico delle acque reflue termali. Due ricorsi depositati più di un anno fa, che devono ancora trovare una risposta dal Tribunale amministrativo. Il primo è stato depositato a nome di Federalberghi Terme Abano Montegrotto e contesta la delibera del 2015 dell’ex sindaco Luca Claudio, con la quale venivano confermate le tariffe applicate dal Comune sullo scarico delle acque termali. La tariffa, secondo gli albergatori, non è giustificata da un Piano economico finanziario adeguato. Il secondo ricorso, invece, è stato presentato da un gruppo di albergatori che scaricano le proprie acque direttamente nello scolo consortile, senza quindi pesare minimamente sul comune. In questo caso gli albergatori contestano di dover pagare una tassa che già versano al Consorzio di bonifica Bacchiglione per il servizio per cui il Comune non entra minimamente in corsa. Se ad Abano le cause legali sono già in piedi dall’era Claudio, a Montegrotto è polemica tra l’ex assessore al bilancio Massimiliano Zaramella e l’attuale assessore Pierluigi Sponton. La polemica verte sul fatto che Sponton sta rivedendo la trattativa conclusa da Zaramella con gli albergatori in merito ad una transazione tra l’ente e gli albergatori stessi relativa agli ultimi cinque anni di canoni dovuti. «Avevamo raggiunto l’accordo ed eravamo pronti a firmarlo: prevedeva un introito da parte del Comune di Montegrotto di 400. 000 euro a fronte del milione e 380. 000 euro di crediti relativi ai cinque anni dal 2012 al 2016», spiega Zaramella in risposta a Sponton che ha giudicato «pochini» quei 400 mila euro, «Inoltre c’era l’impegno a eliminare l’imposta non appena si fossero collegati e creati gli impianti di quattro strutture dell’ente (municipio, biblioteca, scuola elementare Nievo e media Vivaldi) per sfruttare lo scambio termico delle acque reflue, ottenendo così sia un risparmio economico che un minor inquinamento. Questo risultato l’avremmo successivamente potuto sfruttare con la collaborazione degli albergatori per dare un immagine “green” del nostro territorio con evidenti ritorni a livello turistico. Tutto questo lavoro e trattativa durata mesi era condivisa sia nei contenuti che nei modi con sindaco, giunta e maggioranza. Le vicende successive e l’arrivo del nuovo assessore non avrebbero dovuto modificare gli accordi difficilmente raggiunti se si conoscesse la questione nel suo insieme, se si fosse consapevoli dei rischi legati a un contenzioso dall’esito incerto e ricordando come punto focale il beneficio che potremmo portare al paese con l’utilizzo delle acque termali di risulta».