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7-2-2010

Il sindacato: «Polizia locale, il comandante è discriminato»




 



COMUNICATO STAMPA
Abbiamo appreso da diversi organi di stampa che la ex Giunta Comunale di Abano Terme, nonostante abbia perso ogni sostanziale pienezza di poteri, in quanto il Comune è in attesa del Commissario Straordinario, e sia quindi inabilitata a effettuare e imporre alla macchina comunale scelte e conseguenti direttive nevralgiche di ordine politico-amministrativo, ha deliberato di resistere in giudizio contro il ricorso che è stato promosso al T.A.R. del Veneto dal Comandante della Polizia Locale di Abano Terme, Dott. Benedetto Allegro, avverso la deliberazione della Giunta stessa n. 162 del 3 dicembre 2009 che, di fatto, a partire dal 16 febbraio 2010 lo destituirebbe dal comando e ridurrebbe il Corpo di Polizia da lui guidato a semplice ufficio dipendente dal Direttore Generale.
Fortemente preoccupato in primis dalle gravissime conseguenze che ne deriverebbero all’efficienza del servizio della sicurezza locale di Abano Terme e nel contempo in totale dissenso dal trattamento discriminatorio e persecutorio riservato dall’ex amministrazione Bronzato a un funzionario come il dott. Allegro, ovunque unanimemente apprezzato e finanche encomiato e peraltro chiamato nella città termale proprio da tale amministrazione, il SULPM, organismo di rappresentanza sindacale dei lavoratori della polizia locale, non può esimersi dall’esprimere alcune considerazioni proprio nel merito di questa scelta che, mentre viola la legge relativamente al Corpo della Polizia Locale, intacca primariamente e sopra ogni altra cosa gli interessi dei cittadini aponensi.
Secondo la legge quadro sull’ordinamento della Polizia Locale, il Comandante è il solo soggetto titolato ad assumere la responsabilità di tale servizio rispondendone direttamente – ovvero senza intermediazioni gerarchiche – al Sindaco che, a sua volta, è l’organo monocratico titolare delle funzioni di Polizia Locale: “Il comandante del Corpo di Polizia è responsabile verso il sindaco dell’addestramento, della disciplina e dell’impiego tecnico-operativo degli appartenenti al Corpo. “Basta da sola questa breve citazione della legge per consentire a chiunque di comprendere con assoluta chiarezza come l’istituzione di un Corpo di Polizia Locale costituisca un’entità organizzativa unitaria ed autonoma da altre strutture organizzative del Comune. L’autonomia del Corpo si spiega proprio in ragione della specifica caratterizzazione delle funzioni del personale di cui esso si compone e che svolge compiti di polizia giudiziaria, di polizia stradale e di pubblica sicurezza con riconoscimento delle relative qualifiche (agenti, ufficiali di polizia giudiziaria e agenti di pubblica sicurezza).
La legge, inoltre, oltre a fissare specifiche regole per il reclutamento del personale, definisce per gli appartenenti alla polizia locale uno stato giuridico ed economico differenziato rispetto a quello degli altri dipendenti comunali, sia pure nel rispetto dei principi generali contenuti nella legge quadro sul pubblico impiego.
Pertanto la Polizia Locale, una volta eretta in Corpo, non può essere posta alle dipendenze di un dirigente amministrativo che non ha lo status di appartenente alla Polizia stessa, nemmeno se colui fosse il funzionario comunale più alto in grado, quale il  segretario o il direttore generale.
Diverse importanti, nitidissime sentenze di TAR italiani e del Consiglio di Stato, massimo organo giuridico-amministrativo previsto dal nostro ordinamento, sottolineano inequivocabilmente proprio questo aspetto.
Questo organismo di rappresentanza sindacale, nel mentre si astiene dall’entrare nel merito – pur essendone adeguatamente informato –, dei motivi che hanno indotto l’ex Sindaco Bronzato a iniziare una incomprensibile conflittualità nei confronti del Comandante Allegro, non può non evidenziare che la scelta di eliminare la figura del Comandante e di spostare il Settore della Polizia Locale alle dipendenze della Segreteria Generale sia stata una scelta priva di logica e adottata in palese violazione della legge. Allo stesso modo non si possono sottacere le numerose e gravissime, sino a rasentare la diffamazione, pubbliche dichiarazioni alla stampa dell’ex Sindaco di Abano Terme che, susseguitesi per settimane e mesi, si sono riflesse non solo sulla professionalità e sull’onorabilità stessa del Comandante Allegro, ma anche sul prestigio e sull’autorevolezza dell’intero Corpo della Polizia Locale aponense.
A coloro che hanno intrapreso la strada di opporsi al legittimo ricorso del Comandante vogliamo ricordare che il “mestiere di Comandante” presuppone una professionalità ed una competenza di alto livello e peculiare ambito settoriale, qualità certamente non rinvenibili in un normale dirigente amministrativo che, semplicemente poiché diversamente formato e orientato, non potrà mai per ciò stesso essere preparato nello specifico campo e possedere la necessaria pratica ed esperienza,  acquisibili solo con l’appartenenza ad un corpo di polizia.
Infine – ma non da ultimo – vogliamo ricordare che la mancanza di un Comandante produce un vuoto gravissimo  nel contesto di un’attività come quella della Polizia Locale, assolutamente nevralgica per una comunità e ancor più per quella di una città importante e complessa qual è Abano Terme. Purtroppo – alla fine di tutto – saranno i cittadini a rimetterci, i quali potrebbero così non veder garantita – com’è invece loro diritto – sicurezza e tutela individuali e collettive”.
Va inoltre sottolineato che le funzioni attribuite alla Polizia Locale, la cui azione è preordinata alla tutela del pubblico interesse in quanto garante della sicurezza e dell’ordinata convivenza civile di una collettività, sono caratterizzate anche dalla sinergia nel coordinamento con le altre Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato): ne consegue che l’autonomia del Corpo della Polizia Locale va anche per questo conservata e garantita, così come, in tale contesto,  va riconosciuto lo speciale e decisivo ruolo del Comandante del Corpo.
Essendo dunque il Comandante chiamato a svolgere un ruolo di rilievo al servizio dei cittadini e della legge, ne deriva che soprattutto in regime di transizione tra un’amministrazione eletta e la successiva sia molto importante restituire al suo ruolo chi ha fedelmente e bene servito la città, anziché sperperare i soldi dei cittadini per resistere in giudizio contro una causa  promossa più che legittimamente da un onesto lavoratore.
Ci auguriamo che il Commissario Straordinario di Abano Terme possa saggiamente e provvidenzialmente prendere in considerazione il consiglio di questo sindacato e revocare il citato provvedimento dell’ex Giunta Comunale che ha carattere di vessazione della dignità e della professionalità di uno stimato funzionario di polizia dalla specchiata integrità morale e dalle universalmente riconosciute capacità.
                                                                                                                              
Il Sindacato Unitario Lavoratori della Polizia Municipale
Segretario Generale Aggiunto
Comm. Franco Fadini

Padova, 5 febbraio 2010

     
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