MARCATO

MIO FIGLIO HA IL PALATO STRETTO. COSA COMPORTA, COME NOTARLO, QUANDO RIVOLGERSI AL DENTISTA.

La Rubrica del Dentistamarcato
A cura della Dottoressa Alice Marcato
alice.marcato@alice.it

 

MIO FIGLIO HA IL PALATO STRETTO. COSA COMPORTA, COME NOTARLO, QUANDO RIVOLGERSI AL DENTISTA.

Il palato stretto è piuttosto frequente nei bambini: può creare affollamento dentale e problemi alla mandibola, difficoltà nella respirazione e nel linguaggio. L’ortodonzista (il dentista che si occupa degli “apparecchi”) può intervenire in vari modi, ma la terapia sarà tanto più efficace quanto prima il problema viene affrontato: il momento giusto per la prima visita odontoiatrica è a 3-4 anni.

A volte è il pediatra a segnalare il problema del palato stretto, oppure l’otorino che ha visitato il bambino perché i genitori lo sentivano russare. Una terapia precoce permette di correggere questa anomalia di crescita dell’osso mascellare.

Perché si forma il palato stretto?

In condizioni normali, il palato si sviluppa per effetto della lingua: fra le sue funzioni infatti, ha anche quella di consentire l’allargamento del palato adattandolo alla parte inferiore della bocca.

Durante la fase di crescita del bambino la forza impressa dalla lingua è maggiore di quella esercitata dai muscoli facciali e questo permette al palato di crescere in larghezza. Il palato diventa “stretto” quando il meccanismo descritto non funziona adeguatamente e la forza esercitata dalla lingua non è sufficiente per diversi motivazioni:

Postura sbagliata: La lingua rimane in posizione bassa per abitudine, oppure a causa di un posizionamento errato della lingua quando si ingoia (deglutizione atipica), o per particolari conformazioni anatomiche (frenulo linguale corto).

Abitudini viziate: Il succhiamento del dito, l’utilizzo prolungato del ciuccio, l’interposizione di oggetti tra la lingua e il palato non ne permettono un corretto meccanismo di accrescimento.

Respirazione orale

Difficoltà motorie della lingua dovute a patologie specifiche o neurologiche.

Quali sono le conseguenze per chi ha il palato stretto? Il palato stretto può avere delle ripercussioni sulla masticazione, sul linguaggio, sulla deglutizione (ingoiare) e anche sulla respirazione;

Può comportare minore spazio per i denti: I bambini presentano più frequentemente affollamento dentale. Nei casi più estremi, alcuni denti non trovano spazio e non riescono ad erompere come nel caso dei canini che restano inclusi nell’osso.

La mandibola può deviare quando si chiude la bocca. Questo succede perché chiudendo la bocca la mandibola non riesce a trovare il giusto spazio per posizionarsi in un palato stretto ed è costretta a sostarsi (in avanti, indietro o lateralmente) per trovare una posizione stabile che permetta di svolgere comunque funzioni come la masticazione, la deglutizione e la fonazione (parlare). In questi casi è importante correggere il difetto immediatamente per impedire che la mandibola possa crescere e svilupparsi stabilmente nella posizione anomala.

Si può avere difficoltà a respirare con il naso, essendo costretti a farlo con la bocca o si possono avere delle difficoltà di linguaggio.

Come si può curare il palato stretto? Per correggere la contrazione del palato si possono utilizzare diverse apparecchiature (fisse o mobili) che hanno la funzione di espanderne la dimensione, sarà l’ortodontista, dopo un accurato studio del caso, ad individuare l’apparecchiatura migliore da utilizzare per il raggiungimento di una corretta espansione.

È importantissimo il tempo di trattamento: ossia il momento più opportuno in cui effettuare la terapia. Lo scopo è quello di ottenere il massimo effetto ortopedico (a livello dell’osso) e questo è in relazione con la specifica fase di crescita del paziente.

I benefici maggiori si hanno quando i pazienti sono ancora in crescita; purtroppo nei pazienti adulti si deve ricorrere a procedure più indaginose e che richiedono a volte la collaborazione tra l’ortodontista ed il chirurgo maxillo-facciale.