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Claudio libero, ma Abano non perdona

IL MATTINO DI PADOVA 17 luglio 2017
di Federico Franchin

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La denuncia a carico del fratello riaccende le critiche. Il sindaco Barbierato: «Responsabile di un sistema di malaffare»

ABANO TERME. Nonostante la libertà concessa dal giudice, nei confronti di Luca Claudio continua a rimanere secca la condanna da parte degli avversari politici sulla questione tangentopoli delle terme. A maggior ragione dopo le vicende riguardanti il sequestro dei fondi dell’associazione “Città dei bambini”, di cui è consigliere il fratello Marco Claudio. «Dalle notizie che continuano ad arrivare mi sembra che questo fosse un sistema di malaffare, che ha portato Abano sull’orlo del collasso e le conseguenze le pagano adesso tutti i cittadini onesti della nostra città» annota il sindaco di Abano Federico Barbierato.

«Noi abbiamo l’onere di risollevare questa città disillusa e sfiduciata. Certo fa specie che si volesse lucrare anche su soldi destinati a bambini poveri, una vergogna. A dispetto di qualcuno che ancora vorrebbe dire che si stava meglio quando si stava peggio: Claudio è il responsabile del disastro amministra

tivo che abbiamo potuto constatare in queste due settimane. Molti soldi buttati via, sprecati senza costruire nulla di duraturo per la nostra città. Un sistema di malaffare diffuso che ora penalizza tutte le nostre famiglie». Gli fa da eco la deputata dem aponense Vanessa Camani: «Sulla scarcerazione mi rimetto alla decisione della procura» dice, «naturalmente questo fatto lascia inalterati i processi ancora in corso e il conto di Claudio con la giustizia, ancora lungo da saldare. Sull’allargamento delle indagini anche ad altre persone a lui vicine, dimostra come fosse fondata la nostra convinzione rispetto all’esistenza di un sistema diffuso e profondo di malaffare, un sistema dannoso per le nostre comunità le cui conseguenze ancora oggi si pagano in termini di minori servizi, minori aiuti a famiglie e imprese e in termini di danni e minori opportunità per tutti noi. Oggi la nuova amministrazione ha l’onore di ricostruire, su queste macerie politiche, culturali ed economiche, una nuova Abano, che si lasci alle spalle i danni prodotti da amministrazioni corrotte». Emanuele Boccardo, consigliere comunale per il centrodestra: «Abano e Montegrotto hanno il dovere, e il diritto, di pensare al presente e al futuro. Sono sufficientem

ente problematici. La vicenda dell’ex sindaco oggi, come ho già dichiarato, è umana e non politica, e come tale va rispettata». Va giù durissima Monica Lazzaretto, consigliere comunale per la lista 35zero31: «Come minoranza saremo impegnati a far chiarezza una volta per tutte sulla vicenda. Dobbiamo passare con la lente d’ingrandimento tutti gli atti degli ultimi 5 anni per riportare la legalità. Siamo convinti ci siano ancora molte cose che devono emergere. Andremo a rivedere gli atti e le delibere, compresa quella sull’Aliper, sulla quale abbiamo costituito un gruppo di lavoro. Ci sono su questo e su altri punti tante cose sospette e poco chiare».

Massimo Barcaro, ex consigliere con delega al Verde pubblico dell’Amministrazione Luca Claudio, va controcorrente: «La libertà di Luca Claudio è un segnale importante per la sua famiglia e i suoi figli. Sono felice per loro. Preferisco attendere la fine di tutti i processi prima di trarre delle conclusioni. Un anno di carcere deve essere stato duro per Luca e sicuramente lo ha segnato molto. A livello umano sono profondamente dispiaciuto di tutto questo». Infine, preferisce guardare avanti anche il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello: «Gli sviluppi delle indagini fanno capire che c’era un sistema ben consolidato a livello di parenti e amici. Le nostre priorità sono altre in questo momento. A livello umano, con Claudio che si era già avvicinato alla famiglia con i domiciliari, a me interessa francamente di più il disagio creato ai cittadini dalla sua cattiva amministrazione».