Gottardo

«Più costi e meno clienti che fanno fanghi»

IL MATTINO DI PADOVA 22 settembre 2017
di Federico Franchin

appeal ABANO

I motivi della flessione: per Gottardo (Federalberghi) le camere sono vendute a prezzi troppo bassi

ABANO TERME. Gli hotel chiudono, vanno all’asta e sono in difficolta. Perché? Sono tre per Federalberghi Terme Abano Montegrotto i motivi: la diminuzione della fangoterapia, l’aumento dei costi e la vendita delle camere a prezzi troppo bassi. «l fanghi sono calati del 5% rispetto al 2016 e dell’8% rispetto a qualche anno fa», spiega il direttore di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Marco Gottardo. «I fanghi calano perché la gente ha sempre meno tempo a disposizione e difficilmente riesce a permettersi due settimane di fila alle terme». Un ciclo di fanghi comprende 12 sedute e costa all’utente i 55 euro di ticket della ricetta rilasciata dal medico. Ogni fango vede tuttavia il rimborso per l’albergatore pari a 24,19 euro. «Stiamo cercando di promuovere la prevenzione», spiega ancora Gottardo. «Con le nostre ricerche scientifiche è poi sempre più evidente come i fanghi possano curare più patologie».

Gli altri due fattori che stanno determinando un calo negli introiti per gli albergatori sono tra di loro collegati. «Le presenze ci sono, ma i nostri prodotti sono poco valorizzati e venduti a prezzi troppo bassi», osserva Gottardo. «In più sono aumentati i costi, in termini di tassazione e costo della manodopera».

Negli ultimi anni sono calati anche i servizi extra richiesti dal cliente, come massaggi e cure termali. «Negli ultimi 5 anni sono diminuiti del 10%», sottolinea ancora il direttore di Federalberghi. «Una diminuzione dovuta anche alla crisi economica».

«Con la nascita dell’Ogd Terme e Colli si stanno finalmente gettando le basi per un grande patto pubblico/privato che possa postare investimenti importanti di lungo periodo per creare un vero rilancio delle città termali (e non solo) al fine di non farle “morire” relegandole a semplice meta per i turisti del weekend», aggiunge il sindaco di Montegrotto Riccardo Mortandello. «Gli albergatori devono essere i primi a credere alle potenzialità della fangobalneoterapia attraverso una ricalibrazione delle azioni svolte negli ultimi anni perché non basta accontentarsi di ridurre i costi di gestione a scapito della qualità termale e dell’accoglienza, ma bisogna puntare a ribadire e dimostrare l’efficacia reale della fangoterapia. Abbiamo, da un paio di decenni, assistito ad un progressivo sfilacciamento dei rapporti tra la terapia termale e coloro che tradizionalmente inviano i pazienti alle cure, ortopedici, fisiatri, soprattutto medici di famiglia».