pillon

LA STAGIONE DELLE SCELTE

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

GESTIRE O PROGETTARE ?PILLON

“Costruire è l’opposto del verbo distruggere”. Non serve sprecare nuovo territorio basta rigenerare quelle parti del territorio già compromesse e obsolete o abbandonate.

La storia ha dimostrato che nei momenti di crisi non serve piangersi addosso ma occorre rimboccarsi le maniche e pensare al futuro. In quest’ultimo anno di pandemia nel territorio termale si sono levati pianti inconsolabili ma non si è sentito parlare di nessun progetto per il futuro.

Le Terme sono in crisi in tutto il mondo e hanno ceduto il passo al wellness ed ad una generica ricerca del benessere. Il problema è che centri benessere si possono aprire in qualsiasi parte del mondo e non serve venire ad Abano e Montegrotto. Di conseguenza il nostro successo non può che essere legato ad un rilancio della particolarità-unicità delle nostre acque e del loro potenziale sanitario. Questo non vuol dire stare fermi e aspettare che ritornino i fasti del passato ma invece impegnarsi con grande slancio in una campagna di ricerca scientifica, che abbia come obiettivo la piena accettazione delle proprietà terapeutiche delle nostre cure da parte del mondo medico.  Sappiamo bene che questo non è attualmente e chi fa finta che sia così è a dir poco superficiale,  se non in mala fede.

Identico discorso vale per le Città termali. Senza un profondo cambiamento, fortemente orientato alla sostenibilità ed all’accoglienza, continuerà quel processo di degrado  a cui stiamo assistendo da anni. Ci sono degli illusi che pensano che restando fermi si migliori la qualità delle città. Restando fermi le città muoiono! In un’intervista al quotidiano La Repubblica dell’11 maggio 2019 Renzo Piano affermava: “Costruire è l’opposto del verbo distruggere”. Non serve sprecare nuovo territorio basta rigenerare quelle parti del territorio già compromesse e obsolete o abbandonate.

Nelle pagine seguenti di questo numero di InformAbano si parla di un Sindaco del passato, scomparso in questi giorni,  il Prof. Federico Talami. Lui negli anni sessanta non ebbe paura di progettare una nuova città, di fare scelte coraggiose che guardavano al  futuro. Questo è lo spirito con cui occorre affrontare i problemi del presente per costruire la città del ventunesimo secolo.

La semplice gestione delle città non basta più, si tratta, quindi, di progettare una città moderna, tecnologicamente avanzata e aperta alle nuove tendenze nel campo della salute e del turismo.

Una città SMART che sappia attrarre nuove funzioni e nuovi investimenti e che sappia anticipare e non seguire i tempi.

Non mi stancherò mai di dire, a costo di sembrare ripetitivo, che tutti devono fare la loro parte, mettendo da parte gli individualismi, facendo squadra per la definizione di un progetto unitario e condiviso per le Città Termali. Una Squadra forte, unita e con le idee chiare, avrà anche la forza per chiedere alla Regione e al Governo di investire sul futuro delle Terme Euganee, dei lavoratori, delle attività economiche e dei cittadini.