La rubrica dell’avvocato

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La rubrica dell’avvocatoa cura dell’ Avv. Claudio Calvello
(Patrocinante in Cassazione – DPO e membro di Federprivacy)

IMMAGINI DI FIGLI E NIPOTI SU INTERNET: ATTENZIONE!

Sempre più spesso vediamo sul web (Facebook, Tic Tok, Instagram, Whatsapp) foto di bambini. Genitori e nonni non ce la fanno proprio a non pubblicare le foto dei loro piccoli tesori. Diciamolo: è un qualcosa di irresistibile. Tuttavia, è bene sapere che si corrono anche dei rischi. Vi sono, infatti, alcuni aspetti da considerare. Uno di questi è quello della privacy. Di chi ci si chiederà. Ma di quella del minore evidentemente che di certo non può esprimere il proprio consenso alla pubblicazione! La cosa potrà far sorridere ma non è proprio così. Poiché, infatti, il web conserva tutto (e per sempre ricordiamocelo!), bisogna tener presente che quei bimbi crescono e diventano adolescenti e poi adulti ed un domani potrebbero dolersi proprio di quelle foto pubblicate anni ed anni prima e ritenute (a torto o a ragione) lesive della loro persona. Senza contare poi i litigi che sorgono tra genitori che in fase di separazione che si accusano l’un l’altro con frasi del tipo: “Ma chi ti ha dato il permesso di pubblicare quella foto di mio figlio!!!” Insomma, tutte questioni che incredibilmente possono sfociare (ed anzi sfociano) in Tribunale. Morale della favola: un po’ di attenzione e cautela nel pubblicare le foto dei nostri figli e/o nipoti è opportuna.

ANIMALI IN CONDOMINIO CHE DISTURBANO: che fare?

A parte il divieto di detenere animali di cui la legge non consente il possesso, i comuni animali domestici (per es. cani e gatti) possono essere tenuti in casa, a meno che ciò non sia vietato dal regolamento che però deve essere di tipo contrattuale (è quello predisposto dall’originario costruttore dell’edificio e allegato agli atti di acquisto). Il detentore dell’animale è in ogni caso tenuto all’osservanza della normativa sulle immissioni, e ad evitare che gli strepiti disturbino il riposo e le occupazioni delle persone. Il divieto, ove previsto, riguarda sia proprietari che gli inquilini. Dimostrando che è un animale è molesto se ne può chiedere l’allontanamento anche con provvedimento d’urgenza (art. 700 c.p.c.), con divieto assoluto di ritorno nell’edificio condominiale. L’esecuzione del provvedimento di urgenza di allontanamento dell’animale può essere affidata ai carabinieri o agli agenti della polizia di Stato. Il solo fatto che l’animale non arrechi fastidio agli altri condomini non esclude che questi possono ugualmente chiederne ed ottenere l’allontanamento. Infatti, in presenza di un regolamento contrattuale che faccia divieto assoluto di tenere animali, il giudice ben può, con provvedimento d’urgenza, ordinare l’allontanamento dell’animale e, ciò, a prescindere dalla ricorrenza o meno degli estremi per la configurabilità di immissioni intollerabili ex art. 844 c.c. (per odori e/o rumori provocati degli animali). Gli animali non possono neppure essere abbandonati per lungo tempo sul balcone. In questi casi, infatti, si può configurare, nelle ipotesi più gravi, l’illecito amministrativo di omessa custodia di animali o il reato di maltrattamento di animali. Attenzione poi a non lasciare che un animale domestico circoli liberamente nella proprietà altrui, nella consapevolezza che potrà imbrattarla con i suoi escrementi e accettando tale eventualità in modo pienamente cosciente: si può infatti essere chiamati a rispondere di deterioramento e imbrattamento di cose altrui (art. 639 c.p.) a condizione però che la deiezione si verifichi. Un reato molto frequente che può essere commesso da chi detiene un animale è quello di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p.). Affinché si realizzi reato non occorre nel detentore dell’animale l’intenzione di arrecare disturbo alla quiete pubblica essendo sufficiente che il disturbo venga comunque posto in essere. Il reato è stato ravvisato per esempio nel canto prolungato di un gallo nelle ore notturne, negli striduli richiami di un merlo indiano esposto sulla finestra, nei guaiti prolungati di un cane, gli strepiti di pappagalli. L’esistenza del reato deve essere accertata caso per caso da una perizia fonometrica finalizzata a misurare l’intensità e la durata dei rumori.

 

 

 

 

QUANTI SOLDI SERVONO PER ACQUISTARE UNA CASA

DI LAURO 158

SOLUZIONI PER INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE

L’ Ostetrica delle Terme
A cura di Barbara Benevento

SOLUZIONI PER INCONTINENZA URINARIA FEMMINILE

Esistono soluzioni per l’incontinenza urinaria femminile?BENEVENTO 158

In questo articolo vedremo le principale cause di questo disturbo e approfondiremo l’importanza di un trattamento sanitario mirato. L’incontinenza urinaria può colpire sia le donne che gli uomini di qualsiasi età, anche se è maggiormente frequente tra le persone più anziane e riguarda in modo particolare il sesso femminile.

L’incontinenza urinaria femminile,nonostante sia molto diffusa,viene purtroppo vista anche come un tabù o qualcosa di cui vergognarsi: è invece molto importante parlarne e non temporeggiare con gli assorbenti pensando sia l’unica soluzione!

Perché è un disturbo maggiormente femminile?

La predisposizione femminile all’incontinenza urinaria è dovuta alla conformazione anatomica: con le trasformazioni ormonali tipiche della menopausa,per esempio, le strutture coinvolte nell’eliminazione dell’urina, come la vescica e l’uretra, subiscono delle modificazioni. Altri fattori che possono causare l’incontinenza sono i traumi e le alterazioni del supporto pelvico legate alla gravidanza e al parto, oltre a esiti di chirurgia pelvica; indipendentemente dalla causa, quando i muscoli che controllano la continenza si indeboliscono, lo sfintere uretrale non riesce a restare contratto con l’aumento della pressione addominale,per cui tossire,starnutire,ridere,sollevare oggetti pesanti o correre può causare questo tipo di incontinenza,definita “da sforzo”.

Soluzioni per Incontinenza urinaria femminile e trattamento sanitario mirato:

Soluzioni per Incontinenza urinaria femminile e trattamento sanitario mirato:

La rieducazione del pavimento pelvico, dove l’obiettivo principale è quello di aumentare la forza e  la resistenza della muscolatura. Ciò si realizza attraverso esercizi di contrazione e rilassamento della muscolatura diretti a ripristinare il controllo da parte della donna. E’ importante capire se si esegue l’esercizio in modo corretto, con il reclutamento dei muscoli perineali, senza coinvolgimento di altre parti del corpo come i glutei,interno cosce o gli addominali.

La radiofrequenza per la riabilitazione del pavimento pelvico:

Oltre ad esercizi specifici, personalizzati ed a terapie manuali ci si può avvalere della metodica strumentale innovativa ed ancora poco conosciuta radiofrequenza.

La radiofrequenza è una tecnologia che stimola i tessuti sfruttando il principio della trasformazione di onde elettromagnetiche in calore: questo permette la produzione di collagene ed aumenta l’efficacia della contrattilità muscolare.

Tecnica non invasiva e non dolorosa che offre una valida soluzione in caso di incontinenza urinaria.

Attraverso un programma mirato, che viene vagliato in seguito ad una visita di valutazione è possibile risolvere o ridurre disturbi intimi, migliorando la qualità della vita quotidiana.

 

Studio Ostetrico

Dott.ssa Ostetrica Barbara Benevento

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IL CAPO USATO COME UNA LOCOMOTIVA… AIUTA A PREVENIRE IL MAL DI SCHIENA

L’angolo del Terapista
A cura del Dr. Giuseppe Manzo,
iscritto all’Ordine  TSRM dei Tecnici sanitari
di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche,
della riabilitazione e della prevenzione delle province di Ve e Pd,
al n.87 dell’Elenco Speciale a esaurimento di Massofisioterapia 

IL CAPO USATO COME UNA LOCOMOTIVA… AIUTA A PREVENIRE IL MAL DI SCHIENAMANZO 158

Proprio cosi’….come la locomotiva parte in testa e trascina i vagoni, così quando ci alziamo

o ci sediamo da sedie basse il capo deve iniziare per primo il movimento ed allungarsi

guardando verso l’alto, trascinando come una locomotiva la colonna vertebrale con le vertebre

che fanno da vagoni ….. così diminuisce il carico sulle vertebre lombari e si favorisce la

fisiologica lordosi spesso rettificata o addirittura invertita a causa di posture errate.

Lavorando maggiormente sulle gambe si risparmiano così gravose sollecitazioni a carico

dei nostri dischi intervertebrali.

Questa tecnica è un semplice ma efficace consiglio per utilizzare in modo ergonomico la

colonna vertebrale non solo quando ci alziamo dal letto, da una sedia o da una poltrona bassa

ma soprattutto quando ci alziamo o ci sediamo sul sedile della nostra automobile.

La foto a sx mostra una persona mentre si alza in modo sbagliato piegandosi in avanti e

guardando verso il basso: così si danneggiano i dischi intervertebrali che sono sollecitati e spinti

indietro con conseguente infiammazione delle radici nervose.

La foto dx mostra invece il corretto modo di alzarsi inarcando il tratto lombare e lasciandosi

guidare dal capo che, appunto come una locomotiva, traina il resto dei vagone (le vertebre).

Così facendo proteggiamo la zona lombare, diminuiamo il carico a livello delle vertebre

lombari e preveniamo mal di schiena e problemi di sciatica.

Naturalmente la stessa accortezza dobbiamo averla nell’atto di sederci: guardiamo verso

l’alto, carichiamo sulle gambe, ci sediamo.

Infine, se rimaniamo seduti per molto tempo, è consigliabile mettere un cuscinetto rigido dietro

la zona lombare che ci aiuterà a sostenere meglio la nostra schiena.

PASTA E FASOI

• Pasta e fasoi

ingredienti: • fagioli freschi o secchi • Cipolla • Pasta • Pancetta a piacere • OlioCUCINA 157

• Si parte da una base di zuppa di fagioli – fatta con fagioli freschi sgranati, oppure freschi e messi a mollo la sera prima – che si mettono a bollire in acqua fino a completa cottura. • Si passa al setaccio metà dei fagioli e si rimette in pentola con gli altri interi • A parte si fa un soffritto di abbondan- te cipolla con olio e se si vuole ci si aggiunge anche un battuto di pancetta • Quando è pronto si versa nella pentola dei fagioli e si fa bollire pian piano • A questa zuppa piuttosta fluida si aggiungono piccoli quantitativi di pasta: tirache, bigoli scuri, tagliatelle o anhe minueli • Si serve caldo o tiepido. Si può aromatizzare la zuppa anche con un trito di alio, o di sedano e carote, soffritti insieme alla cipolla.

 

 

“TERMEUGANEE. Omaggio al più importante sito archeologico d’Europa”

in corso di stampa
di Lara Rigotti

TERMEUGANEE.  Omaggio al più importante sito archeologico d’Europa”FOGO 158

Come mai ha scelto quest’argomento per produrre un testo che parli delle acque termali del nostro territorio Euganeo?

Io credo nei desideri, nelle passioni improvvise e quando mi capita di sentirle io le assecondo con facilità e grande entusiasmo mettendo in atto ciò che in un aforisma Oscar  Wilde ha affermato: “L’unico modo per uccidere le passioni è cederli! Io soffro se non faccio questo e non sto bene se non cerco di conoscere ciò che voglio conoscere!“

Quindi è stata mossa curiosità scoprire che cosa?

La curiosità di sapere è nata con me, ero così fon da piccolissima, è una molla interiore per chiedere, cercare, vedere, toccare per mettermi in contatto con ciò che non so e che mi attrae! È sempre stato così, ed è tutt’ora così che faccio in modo spontaneo e diretto.

E quindi cosa può dire della scelta fatta?

Voler conoscere porta sempre lontano, sollecita la mente, finalizza i pensieri, mette in atto le azioni e quando il pensiero e azione coincidono tutto il resto, anche se impegnativo non conta e diventa un piacere! Non conta altro!

Scrivere un testo sulle Terme Euganee nel suo caso è solo una scoperta personale?

Le scoperte che si fanno durante il viaggio per raggiungere l’obiettivo è più una sfida con se stessi, una scoperta del proprio sè che può riservare sempre delle sorprese… è una scoperta archeologica come quella che è stata fatta nel suolo termale, alla luce viene sempre qualcosa di inaspettato!

E il suo viaggio nelle Terme come è andato?

Delle Terme si è scritto abbastanza, ma non è sempre tutto; il mio viaggio cerca di fornire qualcosa di non ancora detto, inserendolo nel già detto con qualche novità storica, poetica, letteraria, qualche collegamento con personaggi presi di sfuggita ma certi, cercando di mettere qualche puntino sulle “i”. Puntini magari mai preso in considerazione. Spero di esserci riuscita. L’importante è scrivere cose e fatti resi semplici e comprensibili perché l’importante è far capire con facilità ciò che viene scritto è far grazie alla chiarezza dell’esposizione e non proporre testi solo per addetti ai lavori. Spero di esserci riuscita!

Può fornire un’idea dei contenuti trattati nel suo libro TERMEUGANEE. Omaggio al più importante sito archeologico termale d’Europa, in corso di stampa per i tipi dell’Editore Aldo Francisci?

I contenuti possono essere dedotti dal titolo dell’opera e dai quattordici capitoli che la compongono e che posso subito fornire, ma voglio spingermi a sottolineare due particolarità, una sentita e da me voluta che è quella di aver usato per definire la zona termale, per la prima volta, un unico termine e cioè “TERMEUGANEE” per dare un senso di vera unicità e unità di tutti i numerosi luoghi termali, perché il territorio è un “unicum” un – tutt’uno- che non può essere scisso, è un solo grande luogo dove “l’acqua termale” si esprime in città e paesi collocati sia sui Colli Euganei che ai loro piedi. Altra novità unita alla prima è che tutti i numerosi testi che finora hanno trattato le Terme sono tutti personaggi maschili, basti leggere la bibliografia consultata, pertanto sono meravigliata e contenta di trovarmi come la sola donna che ha dato alle stampe sulle TERMEUGANEE.

Qui di seguito riportiamo i capitoli del libro TERMEUGANEE, Omaggio al più importante sito archeologico termale d’Europa, in corso di stampa per i tipi dell’Editore Aldo Francisci 2022 Abano Terme:

Dedica: Le Termeugnee… un paradiso

Origini delle Termeuganee.

Omaggio alle Termeuganee luoghi di storia e di salute.

Le Termeuganee: Paleoveneti e Romani

Il trionfo delle Termeuganee.

Intorno alle Terme: “ornamento rinomato in tutto il mondo”.

Il declino di Roma: le invasioni e l’arrivo dei Longobardi e dei Franchi.

Carlomagno l’Imperatore che adorava le Terme.

La Riviera Euganea: un nuovo accesso ai luoghi termali.

Tra realtà e leggenda – Tra leggenda e realtà.

Le Termeuganee dal 1° Millennio al XVI Secolo.

La vera ripresa delle Termeuganee dal XVII al XIX secolo.

Le Terme, il castello del Catajo e gli Austria-Este.

Studi, testi, guide e scavi dal 1767 al XX secolo.

Le Temeuganee e il centro termale più famoso d’Europa

 

Luisella Fogo, nata a Este (Padova), appassionata amante della lettura (inizia a leggere da sola a tre anni d’età) e di ogni espressione artistica e culturale, dopo un’intensa attività come cantante lirica, pittrice, insegnante, critica d’arte, capo-redattrice e articolista per testate regionali e nazionali, e organizzatrice di mostre d’arte, storiche e socio-educative, realizza in Padova manifestazioni prima per il Quartiere 7 dal 1980 all”82 e poi per lAss. to alla Pubblica Istruzione. Dal 1983 al 1988 e dal 1989 al 1992 per lAss. to alle Manifestazioni del Comune intrattiene tutta la città con Padova Colore e Portello Estate; contemporaneamente è pure Presidente di Giuria del “Festival Nazionale del Teatro dei Ragazzi” collaborando con Giovanni Calendoli docente di Letteratura infantile all’Università di Padova.

Nel 1986, quale “prima organizzatrice di eventi” del Veneto, apre l’Agenzia “Centroidea” che chiude nel 2011 (dopo 25 anni). Nel 1994 è candidata al Senato e nel 2015 è nominata Presidente della ProLoco di Este, e, sempre in Este, nel 2018, per favorire la conoscenza della storia della sua città e incrementarne il turismo, apre “La Casa degli Estensi” chiusa purtroppo nel 2020.

Nel 1979 esce “MORTISE OGGI-IERI”, la prima storia del quartiere periferico di Padova che rivela la sua origine “paleoveneta” e in cui la narrazione retrocede dai giorni nostri al V secolo a. C..

Nel 1984/85, nominata coordinatrice culturale di 18 C.R.E. (Centri Ri-creativi Estivi) organizzati dagli Ass. ti alla Pubblica Istruzione e allo Sport del Comune di Padova, scrive “PADOVA PER TE”, una guida pedagogica per gli operatori culturali e sportivi da lei esaminati.

Nel 1992, per il Comune dell’Isola di Ariano Polesine produce la prima monografia di Ariano dal titolo “QUADERNI DEL DELTA”.

Nel 2009 pubblica la prima edizione della prima e unica raccolta esistente illustrata dei “PROVERBI VENETI SU L’UA E SUL VIN” e vince l’8^ edizione del Concorso Nazionale organizzato dal CE.PA.M. (Cesare Pavese Museum) di S. Stefano Belbo (Cuneo). Il premio le viene consegnato nella casa natale dello scrittore dalla prof.ssa Giovanna Romanelli docente alla Sorbona Parigi e Presidente di Giuria. Di seguito l’Ass.to all’Identità Veneta della Provincia di Padova, grazie a un “tour” nelle migliori cantine dei Colli Euganei, le organizza una serie di prestigiosi incontri con il pubblico per la divulgazione di questo testo che viene regalato ai presenti.

Nel 2010 pubblica per il Quartiere 7 “PADOVA NEL CENTENARIO DELLE PRIME SCUOLE ALL’APERTO D’ITALIA”, unico lavoro esistente sullargomento. Tali scuole (“Francesca Randi” 1905, “Camillo Aita” 1910 ed “Enrichetta Luzzatto Dina” 1920 ) erano costruite ai tre angoli della città di Padova per curare, scolarizzare e salvare i bambini ammalati di tubercolosi o conviventi con familiari affetti  da tubercolosi.

Nel 2011 fa seguire il libro dal titolo “UN DECENNIO SENZA” (2001-2011) in omaggio alla decennale scomparsa del pittore geologo estense Delmo Veronese (1920-2001) e arricchisce l’evento con una Mostra di Pittura nella Pescheria Vecchia di Este esponendo 130 opere dell’artista e suoi reperti geologici e, a seguire, conferenze e concerti aperti al pubblico in onore del personaggio. Ne12012, con il patrocinio della Regione Veneto, presenta la 2^ edizione aggiornata dei “PROVERBI VENETI SUL VINO”, portando il loro numero a 500 ca. e spaziando nuovamente in biblioteche, cantine, scuole, comuni, sedi di quartiere, incontri di “sommelier”, feste dell’uva, riunioni aziendali, etc…

Nel 2014, unica donna estense nell’arco di cinque secoli, dà alle stampe “IL MILLENNIO DI CASA D’ESTE” dove è narrata la storia degli Estensi dalle origini fino ai nostri giorni per far conoscere l’antichità del Casato stanziatosi in Este dal 950 ca. al 1250 ca. prima di spostarsi a Ferrara.

Nel 2017 presenta “CASA D’ESTE E LA FRANCIA” ed “ESTE IN TASCA”, una “guida turistica” per conoscere le bellezze storiche del Centrocittà di Este e tutte le varie altre opportunità che il luogo offle.

Nel 2018 propone altre due sue suggestive pubblicazioni: “INCONTRARE BEATRICE D’ESTE tra Storia, Cultura e Misticismo” e “DAGLI ASBURGO AGLI AUSTRIA-ESTE” che l’autrice presenta anche a Vienna il 18 maggio 2018 insieme a “IL MILLENNIO DI CASA D’ESTE”.

Sempre nel 2018 fa uscire “IO MI CHIAMO GINO VASCON” (1887-1968) per il 50° anniversario della scomparsa dello scultore estense (1968-2018).

Ne12020 pubblica “I TROVATORI ALLE CORTI DI ESTE, CALAONE E FERRARA” (il più importante centro trobadorico del XIII secolo) dove viene messo in evidenza, tra i tanti trovatori ospitati, il trovatore provenzale Aimeric de Peguilhan (1170-1229/30) che, vissuto per circa 20 anni alle Corti di Casa d’Este e di Calaone nei cui Castelli erano sorte l’Accademia poetica e l’Accademia tabernaria, fu stimato da Dante e da Petrarca come “grande e sublime poeta d’Amore” per l’eccellenza dei suoi versi e del loro profondo contenuto.

Nel 2021 ripropone arricchito il testo “DAGLI ASBURGO AGLI AU-STRIA-ESTE” e pubblica , su richiesta del Comune, “IL CASTELLO ESTENSE DI ARQUÀ POLESINE”, dove viene narrata la storia iniziale della cittadina e a seguire il governo del territorio da parte dei Marchesi e poi Duchi di Casa d’Este dal 1187 al 1484.

 

SBIANCAMENTO DENTALE… e torni a sorridere!

La Rubrica del Dentista

cura di Alice e Francesca Marcato
alice.marcato@alice.it

 

MARCATO 158SBIANCAMENTO DENTALE… e torni a sorridere!

Lo sbiancamento dentale è un trattamento estetico che permette di illuminare e sbiancare il tuo sorriso al suo naturale e primordiale splendore.

È un trattamento che non ha età, è per tutti (>18 anni)

Chi non ha il desiderio di rivedersi con i denti bianchi, naturali e luminosi?

Come si ingialliscono i denti?

Invecchiamento e avanzamento dell’età

Cibi: the, caffe, vino rosso, bevande energizzanti, liquirizia, cioccolato, bevande gassose

Fumo e tabacco da masticare

Possiamo raggiungere tutti uno stesso “bianco”?

NO. Il colore dei denti è soggettivo sia per l’occhio umano perché ognuno ha una percezione diversa di “denti bianchi” sia perché dipende dalla dentatura che ha ognuno e dalla genetica con cui si è formato il nostro dente.

Proprio per questo motivo, anche se a tutti si applica lo stesso tipo di sbiancamento, si possono raggiungere risultati diversi tra un paziente ed un altro.

Con la pulizia dentale i denti si sbiancano?

NO. Durante l’igiene dentale i denti vengono puliti dalle macchie estrinseche al dente, quelle che si depositano sulla superficie esterna del dente.

A fine seduta, inevitabilmente i denti risulteranno sempre più illuminati e puliti.

Quali tipi di sbiancamento che esistono?

-SBIANCAMENTO PROFESSIONALE eseguito dall’odontoiatra in studio. Si Applica il prodotto sbiancante di perossido di idrogeno al 35-38% per 2-3 sedute da un’ora l’una.

-SBIANCAMENTO DOMICILIARE PROFESSIONALE con mascherine personalizzate su misura e gel di perossido di idrogeno e/o carbammide da applicare nei denti indicati dal dentista ogni giorno per 2-4 settimane consecutive.

Come si valuta se i denti si sono sbiancati?

Sempre facendo delle foto pre-trattamento e valutando il cambio colore attraverso una scala colori.

Il cambiamento di solito è di almeno 2-3 tonalità secondo la scala.

Ricorda: un sorriso smagliante è sicuramente un ottimo biglietto da visita!

Dichiarazione di successione e 730: quali sono gli obblighi per i congiunti?

Le ACLI informano
a cura del Caf Acli di Padova
www.aclipadova.it – 049601290

Dichiarazione di successione e 730: quali sono gli obblighi per i congiunti?

ACLI 158La Dichiarazione di Successione è un documento fiscale che dev’essere compilato da uno degli eredi per comunicare all’Agenzia delle Entrate il passaggio di proprietà dei beni immobili, fabbricati e/o terreni, o dei beni bancari appartenuti in vita alla persona deceduta, indicando nel modello anche gli altri chiamati all’eredità – coniuge, figli, fratelli, altri – sollevando così gli stessi dall’obbligo di presentazione.

L’unico caso di in cui è possibile non presentare tale dichiarazione esenzione è quando la devoluzione ereditaria è a favore del coniuge e dei parenti in linea retta del defunto e se l’attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (devono sussistere entrambe le condizioni).

La Dichiarazione di Successione può essere presentata attraverso il CAF ACLI che è un intermediario fiscale abilitato e che, grazie all’esperienza e alla professionalità dei suoi operatori, assiste gli eredi nella preparazione della documentazione necessaria, nella compilazione della dichiarazione di successione, nella predisposizione delle volture catastali e nel calcolo delle imposte dovute.

Quando si presenta la Dichiarazione di Successione e nell’attivo ereditario è presente un immobile, è obbligatorio pagare le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali (l’imposta e la tassa ipotecaria non vanno confuse perché sono due oneri distinti). Il calcolo di queste imposte avviene mediante il meccanismo dell’“autoliquidazione”, cioè è il contribuente stesso, attraverso l’operatore del Caf Acli, che le calcola e versa senza un intervento diretto dell’amministrazione finanziaria. Oltre a queste imposte, potrebbe essere dovuta anche l’imposta di successione, cioè l’imposta applicata in percentuale su tutto il valore dell’attivo dei beni ereditati, comprensivo anche del patrimonio bancario. In questo caso l’obbligo o meno di pagamento dipende dal grado di parentela degli eredi e dal valore del patrimonio dichiarato. A differenza delle precedenti imposte, se dovuta non può essere calcolata direttamente dagli eredi ma viene liquidata dall’Agenzia delle Entrate sulla base della dichiarazione presentata.

Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi relativa alla persona deceduta, dal 2020 gli eredi hanno la possibilità di presentare il Modello 730 per conto dei contribuenti deceduti. L’aggiunta degli eredi tra i soggetti autorizzati alla presentazione ha semplificato e velocizzato la procedura della dichiarazione a nome dei defunti. Anche la dichiarazione dei redditi per il deceduto è un obbligo e va presentata entro il 30 settembre (il termine è sempre lo stesso ogni anno) e per la mancanza di è prevista una sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per poter presentare il 730 la persona deceduta deve aver percepito nel corso dell’anno precedente redditi da lavoro dipendente, pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, come co.co.co. e contratti di lavoro a progetto. A questi vanno aggiunte altre tipologie reddituali come redditi di terreni e fabbricati, redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (ad esempio, prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente), redditi diversi (ad esempio, redditi di terreni e fabbricati situati all’estero) e altri redditi assoggettati a tassazione separata.

Affidandosi al CAF ACLI anche per la Dichiarazione dei Redditi, la procedura di versamento sarà compresa nell’assistenza fiscale, perché i nostri esperti trasmetteranno all’Agenzia delle Entrate l’F24 legato al 730 da cui sarà scaturito il debito, oppure, in alternativa, entro il decimo giorno antecedente la scadenza del termine, lo consegneranno in forma cartacea (già compilato) al contribuente affinché provveda al pagamento presso una banca, le Poste o uno sportello dell’Agenzia Riscossione.

Se invece dalla dichiarazione dovesse emerge un credito, allora il rimborso verrà effettuato direttamente dall’amministrazione finanziaria, esattamente come avviene già adesso per i 730 trasmessi senza sostituto. Se il contribuente avrà dunque fornito le coordinate del suo conto corrente (codice Iban), il rimborso verrà accreditato su di esso, altrimenti, in assenza di Iban, l’erogazione avverrà tramite titoli di credito emessi da Poste italiane. È possibile poi per i figli o per gli altri eventuali eredi chiedere i ratei della tredicesima della pensione di cui era titolare la persona deceduta. In presenza del coniuge superstite la stessa somma viene liquidata con la prima mensilità della pensione della reversibilità e non ne necessita di un’apposita domanda. In ogni caso sia per la Dichiarazione di Successione che per la Dichiarazione dei Redditi è consigliabile affidarsi agli esperti fiscali del Caf Acli di Padova e provincia che sapranno gestire con professionalità l’elaborazione, senza ulteriori aggravi per i congiunti coinvolti.

LE ELEZIONI COMUNALI A GIUGNO, OCCASIONE PER IL RILANCIO DELLE TERME

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

LE ELEZIONI COMUNALI A GIUGNO OCCASIONE  PER IL RILANCIO DELLE TERMEPillon 158

“il Sindaco uscente  Federico Barbierato ha un vantaggio competitivo, forse incolmabile, per i pochi giorni di campagna elettorale che ci separano dal voto.”.

Mentre scrivo mancano dieci giorni alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali e circa quaranta giorni alle elezioni amministrative che si terranno il 12 Giugno. La situazione, rispetto a quanto riportavo nell’ultimo numero di questo giornale, non è variata di molto. Alla ricandidatura del sindaco uscente, Federico Barbierato, si è aggiunta la candidatura, a capo di una o più Liste Civiche di centrodestra, di Luigi Ciccarese, di cui si vedono affissi manifesti in Città con lo slogan : “ Sconosciuto? Eppure tutti ne parlano”, slogan di per sé già sufficientemente eloquente del fatto che si affacci alla vita politica amministrativa senza aver nessuna esperienza pregressa, cosa peraltro non obbligatoriamente negativa.

Del centrodestra ufficiale (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), ad oggi, nessuna notizia!

Fra rinunce, defezioni e, si dice, molte liti, non è emersa nessuna candidatura, tanto che Ciccarese si è sentito di fare un appello per la loro confluenza sulla sua candidatura.

Anche se si trovasse un candidato dell’ultimo momento, avrebbe pochissime chance di successo. Tutto  questo ha dell’incredibile se si pensa che nelle elezioni politiche e regionali il centrodestra ad Abano Terme ha avuto percentuali di voto considerevoli e  largamente maggioritarie.

Fino ad ora questi i fatti.

Sono lontani i tempi in cui assistevamo a molteplici candidature a sindaco e a consigliere e questo è un segnale fortissimo di disaffezione verso la politica in generale e a quella cittadina in particolare.

Questo fenomeno è molto preoccupante e denuncia un arretramento della vita democratica della nostra Città. Una platea ampia di persone che si impegnano, permette ai cittadini  di selezionare gli amministratori  in base alle esperienze ed alle competenze e chiamare alle responsabilità di  governo le migliori risorse umane. Inoltre, più persone partecipano alla vita politica cittadina più sono i controlli sull’operato degli amministratori e più si impedisce  la creazione e la crescita di  vere e proprie élites oligarchiche.

Ritornando alla competizione elettorale e in questo quadro, lo abbiamo già detto, il Sindaco uscente ha un vantaggio competitivo, forse incolmabile, per i pochi giorni di campagna elettorale che ci separano dal voto.

Stiamo, quindi, assistendo ad una competizione asimmetrica e anomala in cui non tutti iniziano dallo stesso punto di partenza.

Purtroppo in questa situazione non è dato conoscere quali siano i temi veri dei programmi dei candidati: unica vera cosa che interessa ai cittadini. Anche in questo Barbierato ha il grande vantaggio di aver governato negli ultimi  cinque anni e di essersi preparato un quadro ampio di interventi, con tutti i piani di programmazione ed i master plan approvati. Forse non sono perfetti ma almeno ci sono e in questi prossimi cinque anni si potrà vederne i risultati.

Mai come in questa competizione, i temi programmatici saranno importanti perché, che si voglia o no, si dovranno affrontare questioni di importanza vitale per il nostro futuro.

Il modello termale su cui si sono fondate e realizzate le fortune del passato è chiaramente sorpassato e lo dimostra un fatto inequivocabile: le permanenze medie degli ospiti nelle strutture alberghiere sono vertiginosamente ridotte da circa due settimane, degli anni d’oro, ai pochi giorni di adesso.

Pian piano sono cambiate le dinamiche sociali e quella che in passato era la centralità del Termalismo, non c’era famiglia di Abano che non avesse qualcuno che a vario titolo lavorava negli alberghi, e andata via via trasformandosi in una marginalità in cui per moltissimi residenti c’è la completa estraneità ai temi della termalità.

Si impone quindi un cambiamento urgente di paradigma e di modello per le nostre Terme e questo non lo possono fare solo gli imprenditori termali, ma deve essere il frutto di una riflessione collettiva, di tutte le componenti cittadine, con in prima fila le amministrazioni comunali.

In un mondo in cui si è dimostrato che le grandi trasformazioni urbane sono uno dei motori dei flussi turistici, non si può pensare ad una Città immobile che si dia un po’ di belletto, una “pitturatina” e come per incanto rinasca una Città termale nuova.

Abbiamo un centro che ruota intorno all’isola pedonale, vero fulcro della città turistica, completamente disastrato nelle sue funzioni pubbliche: il Kursaal chiuso ed in stato di abbandono, il Centro Congressi chiuso da anni, gli hotels Orologio e Centrale in uno stato di degrado inaccettabile. Non si esce da questo stato di cose senza interventi coraggiosi e radicali che cambino il volto della nostra Città e la rendano più attrattiva per un mondo turistico che guarda al futuro e non al passato.

Non si tratta di sprecare suolo con nuove lottizzazioni o aree di espansione, Abano Terme non ha bisogno di nuove residenze, ce ne sono già troppe! Si tratta di avere il coraggio di riqualificare le aree già costruite e dare a loro nuove funzioni che siano al passo con la dinamicità dei cambiamenti in atto nel mondo.

Lo abbiamo visto, ampiamente in questi ultimi anni, che non siamo in grado di rigenerarsi da soli. Dobbiamo investire in nuovi progetti dotandoci dell’esperienza dei migliori professionisti in strategie turistiche e di personalità di altissimo profilo professionale nel campo della pianificazione degli interventi di riqualificazione urbana.

Gli strumenti di pianificazione generale ci sono, è stato approvato definitivamente il PAT (Piano Assetto Territorio) che permetterà di affrontare il grande teme della riconversione degli hotels dismessi e  ora si tratta di dotarsi di progetti esecutivi all’altezza di queste sfide.

Se si aggiunge che con il PNRR il territorio ha acquisito oltre venti milioni di euro, si aprono occasioni vere di sviluppo.

Se non sapremo vincere le resistenze che si oppongono ai cambiamenti assisteremo ad un continuo declino delle nostre Terme e saremo destinati ad essere sempre più uno dei tanti comuni della cintura di Padova, sempre più luoghi anonimi e senza identità.