FASTIDIOSE CERVICALGIE, CEFALEE MIO TENSIVE …

L’angolo del Terapista
A cura del Dr. Giuseppe Manzo   cell. 348 7048590
www.giuseppemanzo.com   giuseppemanzo51@gmail.com

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MAL DI SCHIENA … CHI NON NE HA MAI SOFFERTO ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA ?

La maggior parte degli adulti  sperimenta un dolore  alla schiena in un certo momento della sua  vita. La maggior parte del mal di schiena migliora senza la necessità di vedere un medico, e l’attività delicata, non il riposo a letto, sembra di solito essere il miglior trattamento. Il mal di schiena (dolore lombare) può essere causato da un problema nei muscoli, nei legamenti, nei dischi, nelle articolazioni o nei nervi della colonna vertebrale.

Alcuni mal di schiena sono dovuti a seri problemi, ma la maggior parte dei problemi alla schiena sono di natura “meccanica” e possono essere evitati utilizzando in modo corretto la colonna vertebrale  e mantenendo i muscoli della schiena  in buona forma.

I sintomi del mal di schiena possono includere:

• Dolore sordo nella parte bassa della schiena;

• Rigidità della parte bassa della schiena;

• Formicolio o intorpidimento della/e gamba/e;

• Formicolio o dolore in una natica;

• Dolore all’anca;

• Spasmi muscolari o tensioni dei muscoli della schiena;

• Dolore acuto;

• Difficoltà a camminare o in piedi dritto;

• Debolezza della gamba o del piede.

A volte il mal di schiena è più su un lato della colonna vertebrale rispetto all’altro.

La maggior parte dei mal di schiena sono dovuti a problemi con i muscoli, legamenti e articolazioni. Problemi più seri si verificano quando sono interessati i nervi o il midollo spinale, di solito con pressione locale.

- Stiramenti  muscolari posteriori

Il mal di schiena può essere dovuto a un muscolo stirato o lacerato nella regione lombare. Ci sono molti muscoli coinvolti nella parte bassa della schiena, che aiutano a sostenere la colonna vertebrale e la parte superiore del corpo. Questi includono i muscoli estensori (come  gli erettori spinali) ed i flessori (come le psoas).

Quando uno di questi muscoli è allungato o stirato, ci sono micro-lesioni nelle fibre muscolari e queste  danno luogo a infiammazione e dolore.

- Distorsione lombare

Una distorsione lombare avviene quando i legamenti della parte bassa della schiena sono allungati o strappati. I legamenti sono il tessuto connettivo duro che unisce ossa, articolazioni e cartilagine insieme e li mantiene stabili. Se i legamenti sono allungati eccessivamente si possono strappare come avviene per esempio in un tamponamento in auto dove la distorsione puo far insorgere una violenta contrattura  muscolare che può durare anche settimane .

- Malattia degenerativa del disco

La malattia degenerativa del disco si riferisce alle normali alterazioni dei dischi vertebrali causate dall’invecchiamento. Si comportano come ammortizzatori e quando per l’età  i dischi diventano più rigidi, più secchi e più sottili questo li rende meno flessibili ed elastici e possono limitare il movimento e causare dolore.

La malattia degenerativa del disco della colonna vertebrale può causare un dolore lombare cronico (in corso), intervallato da episodi  più dolorosi di volta in volta. Il dolore è spesso piu’ acuto  nell’atto del sedersi o alzarsi quando si carica eccessivamente sul tratto lombare anzichè sulle gambe. A questo si puo’ ovviare usando la testa come locomotiva…….proprio così….la locomotiva parte in testa e trascina i vagoni, così se quando ci alziamo da sedie basse la testa inizia per prima il movimento e si allunga verso l’alto, trascina come una locomotiva la colonna vertebrale e cosi facendo diminuisce il carico sulle vertebre lombari che viene invece sostenuto dalle gambe

- Intestino 

MAL DI SCHIENA ED INTESTINO VANNO SPESSO A BRACCETTO TRA LORO

Qual è il legame tra dolore lombare e problemi intestinali?

La risposta potrebbe risiedere nel collegamento tra il  sistema digestivo e quello nervoso.

Ecco il perché:

I nervi del midollo spinale si collegano a muscoli ed  organi con la stessa innervazione.

Quegli stessi nervi cioè che innervano  specifici organi nel nostro intestino innervano anche i muscoli bassi della schiena ed il dolore riferito è proprio nel tratto lombare basso.

Cattiva digestione, stitichezza, diarrea o colon irritabile sono pertanto spesso causa di mal di schiena.

Quando ci sono tensioni e  stress in uno degli organi digestivi, quell’organo invierà un messaggio al midollo spinale attraverso lo stesso nervo che va ad un corrispondente muscolo.

Di conseguenza, il muscolo corrispondente diventerà teso, contratto e doloroso.

LA TUTELA DEGLI ACQUIRENTI DI IMMOBILI IN CORSO DI COSTRUZIONE

Il notaio risponde
A cura di Aldo Francisci

LA TUTELA DEGLI ACQUIRENTI DI IMMOBILI IN CORSO DI COSTRUZIONE

Notaio Di Lauro, si rafforza la tutela degli acquirenti di immobili in corso di costruzione!
A partire dal 16 marzo scorso, chi acquista una casa da un costruttore è molto più tutelato di prima. A tutela degli acquirenti di immobili in corso di costruzione la legge ha stabilito che i contratti preliminari debbano essere stipulati obbligatoriamente presso il Notaio. Ciò per far sì che il Notaio verifichi il rispetto della legge da parte del costruttore nell’interesse dell’acquirente/consumatore, ed in particolare il rispetto dell’obbligo per il costruttore di rilasciare, a sue spese, una fideiussione all’acquirente al momento del preliminare stesso. Questa fideiussione dovrà garantire l’acquirente per tutte le somme pagate e da pagarsi fino alla stipula del rogito, nei casi in cui il costruttore dovesse “fallire

di lauro

” ovvero dovesse rifiutarsi di rilasciare, nel giorno del rogito, la polizza assicurativa indennitaria decennale. Questa fideiussione non è rinunciabile ed è obbligatoria a pena di nullità del preliminare.

Sia la fideiussione, sia la polizza decennale, dovranno essere conformi a dei modelli ministeriali in corso di approvazione, per evitare che all’atto pratico il consumatore si trovi nell’impossibilità di incassare quanto dovuto. Non è da tacere, poi, che il contenuto del contratto preliminare è imposto dalla legge e contiene molte più informazioni di quelle solitamente contenute nei “normali” contratti preliminari; così che l’acquirente sia ben edotto circa l’oggetto del suo acquisto.

Vi è da precisare, poi, che il notaio non può rogitare se il costruttore non consegna il giorno del rogito copia della polizza assicurativa, la cosiddetta “decennale postuma”. In caso di mancata consegna di tale polizza, l’acquirente può escutere presso la banca o la compagnia assicurativa la fideiussione e rientrare così di tutte le somme pagate fino a quel momento, oltre agli interessi legali.

Insomma anche in questo caso torna in evidenza la centralità della figura del notaio nella tutela della parte contrattuale più debole, per cui, quando ci si accinge ad un passo così importante qual è l’acquisto di casa, è bene rivolgersi sempre prima al notaio per chiedere consiglio e supporto.

Salvatore Di Lauro

La rubrica dell’avvocato

La rubrica dell’avvocatocalvelloa cura dell’ Avv. Claudio Calvello
(Patrocinante in Cassazione – DPO e membro di Federprivacy)

GDPR-PRIVACY: IL TEMPO TRASITORIO DI TOLLERANZA  STA PER SCADERE

Dal 25 maggio 2018 è stata sancita l’obbligatorietà della nuova normativa europea in materia di privacy (Regolamento UE 2016/679, meglio noto come G.D.P.R.). Nel nostro Paese, per la tutela dei dati personali, è stato successivamente emanato il D. Lgs. n. 101/2018, entrato in vigore il 19 settembre 2018, con l’intento di armonizzare il testo del Codice Privacy con quello del Regolamento europeo. Nel decreto, il Legislatore italiano ha stabilito un periodo transitorio di “tolleranza” di otto mesi (19.09.2018 – 19.05.2018) in cui il Garante dovrà tenere conto della fase iniziale di attuazione, esercitando una certa gradualità nel comminare le sanzioni alle aziende e professionisti in ritardo nell’adeguamento. Nonostante sia passato, ormai, quasi un anno e stia per scadere il suddetto periodo transitorio di “tolleranza” concesso dal D. Lgs. n. 101/2018, ancora in molti NON si sono adeguati alla nuova normativa poiché, sottovalutano la questione non conoscendo i gravi rischi che corrono. In primo luogo, ci tengo a ricordare che, indipendentemente dal volume di affari o dalla tipologia di attività svolta, la nuova normativa interessa TUTTI coloro che trattano dati di persone fisiche (es. clienti, dipendenti, associati, follower, utenti/navigatori ecc..). Il Garante per la protezione dei dati personali, infatti, ha stilato un elenco esemplificativo dei soggetti obbligati alla tenuta del registro dell’attività di trattamento (ai sensi dell’articolo 30 G.D.P.R.) tra i quali rientrano anche i piccoli esercizi commerciali, gli artigiani, i liberi professionisti, le associazioni, fondazioni e comitati, i condominii, gli alberghi ecc.. Non bisogna, poi, dimenticare che i controlli per la verifica del corretto adeguamento vengono effettuati dagli Agenti della Guardia di Finanza (nucleo operativo specializzato privacy) e che la segnalazione alle Autorità competenti può essere effettuata, non solo da chi lamenta una violazione nel trattamento dei propri dati (cliente, dipendente ecc..), ma da CHIUNQUE, come, ad esempio, un competitor/concorrente commerciale. In caso di violazione della disciplina sul trattamento dei dati personali, la normativa italiana prevede delle gravi conseguenze in ambito amministrativo, civile ed anche penale! Il Regolamento europeo (G.D.P.R.) prevede, infatti, delle gravissime sanzioni amministrative: fino ad un massimo di 20 milioni o il 4% del fatturato aziendale. Il Legislatore italiano ha, inoltre, previsto, sotto il profilo penale, una serie di specifici reati per il trattamento illecito di dati personali puniti, nei casi più gravi, anche con la reclusione fino a sei anni. Infine, ci tengo a segnalare a tutti i lettori che, indipendentemente dalle possibili ispezioni della GdF – che sinceramente mi auguro “lascino in pace” i piccoli operatori commerciali e concentrino la loro attenzione verso i grandi gruppi imprenditoriali che effettuano una gestione massiva di dati personali (es. Facebook, Google ecc..) – è importante adeguare la propria attività professionale per non rischiare di trovarsi letteralmente “sotto scacco” nei confronti di un cliente “scontento” o di un dipendente “infedele”. Infatti, qualsiasi persona fisica (es. cliente, dipendente, collaboratore, associato ecc..) che ritenga di aver subito un danno causato dalla non corretta applicazione della nuova normativa, ha il diritto di chiedere ed ottenere il risarcimento dei danni dal Titolare del Trattamento.

Ovviamente se avete bisogno di assistenza in tema di Privacy (fosse anche solo per un chiarimento) non esitate a contattarci! 

 

Un caro saluto.

MIO FIGLIO HA IL PALATO STRETTO. COSA COMPORTA, COME NOTARLO, QUANDO RIVOLGERSI AL DENTISTA.

La Rubrica del Dentistamarcato
A cura della Dottoressa Alice Marcato
alice.marcato@alice.it

 

MIO FIGLIO HA IL PALATO STRETTO. COSA COMPORTA, COME NOTARLO, QUANDO RIVOLGERSI AL DENTISTA.

Il palato stretto è piuttosto frequente nei bambini: può creare affollamento dentale e problemi alla mandibola, difficoltà nella respirazione e nel linguaggio. L’ortodonzista (il dentista che si occupa degli “apparecchi”) può intervenire in vari modi, ma la terapia sarà tanto più efficace quanto prima il problema viene affrontato: il momento giusto per la prima visita odontoiatrica è a 3-4 anni.

A volte è il pediatra a segnalare il problema del palato stretto, oppure l’otorino che ha visitato il bambino perché i genitori lo sentivano russare. Una terapia precoce permette di correggere questa anomalia di crescita dell’osso mascellare.

Perché si forma il palato stretto?

In condizioni normali, il palato si sviluppa per effetto della lingua: fra le sue funzioni infatti, ha anche quella di consentire l’allargamento del palato adattandolo alla parte inferiore della bocca.

Durante la fase di crescita del bambino la forza impressa dalla lingua è maggiore di quella esercitata dai muscoli facciali e questo permette al palato di crescere in larghezza. Il palato diventa “stretto” quando il meccanismo descritto non funziona adeguatamente e la forza esercitata dalla lingua non è sufficiente per diversi motivazioni:

Postura sbagliata: La lingua rimane in posizione bassa per abitudine, oppure a causa di un posizionamento errato della lingua quando si ingoia (deglutizione atipica), o per particolari conformazioni anatomiche (frenulo linguale corto).

Abitudini viziate: Il succhiamento del dito, l’utilizzo prolungato del ciuccio, l’interposizione di oggetti tra la lingua e il palato non ne permettono un corretto meccanismo di accrescimento.

Respirazione orale

Difficoltà motorie della lingua dovute a patologie specifiche o neurologiche.

Quali sono le conseguenze per chi ha il palato stretto? Il palato stretto può avere delle ripercussioni sulla masticazione, sul linguaggio, sulla deglutizione (ingoiare) e anche sulla respirazione;

Può comportare minore spazio per i denti: I bambini presentano più frequentemente affollamento dentale. Nei casi più estremi, alcuni denti non trovano spazio e non riescono ad erompere come nel caso dei canini che restano inclusi nell’osso.

La mandibola può deviare quando si chiude la bocca. Questo succede perché chiudendo la bocca la mandibola non riesce a trovare il giusto spazio per posizionarsi in un palato stretto ed è costretta a sostarsi (in avanti, indietro o lateralmente) per trovare una posizione stabile che permetta di svolgere comunque funzioni come la masticazione, la deglutizione e la fonazione (parlare). In questi casi è importante correggere il difetto immediatamente per impedire che la mandibola possa crescere e svilupparsi stabilmente nella posizione anomala.

Si può avere difficoltà a respirare con il naso, essendo costretti a farlo con la bocca o si possono avere delle difficoltà di linguaggio.

Come si può curare il palato stretto? Per correggere la contrazione del palato si possono utilizzare diverse apparecchiature (fisse o mobili) che hanno la funzione di espanderne la dimensione, sarà l’ortodontista, dopo un accurato studio del caso, ad individuare l’apparecchiatura migliore da utilizzare per il raggiungimento di una corretta espansione.

È importantissimo il tempo di trattamento: ossia il momento più opportuno in cui effettuare la terapia. Lo scopo è quello di ottenere il massimo effetto ortopedico (a livello dell’osso) e questo è in relazione con la specifica fase di crescita del paziente.

I benefici maggiori si hanno quando i pazienti sono ancora in crescita; purtroppo nei pazienti adulti si deve ricorrere a procedure più indaginose e che richiedono a volte la collaborazione tra l’ortodontista ed il chirurgo maxillo-facciale.

COMUNICAZIONE ENEA 2019: COS’È COME FUNZIONA

Il Commercialista
A cura del Dr. Stefano Baraldo info@studiobaraldo.it baraldoTel: 049 8774780 – 8774772 Fax: +39 49 8219962

 

ESTEROMETRO SCADENZA 30 APRILE

A seguito dell’approvazione della legge di bilancio 2019, a partire dal 01 gennaio 2019 è stato introdotto l’obbligo di comunicare i dati relativi alle operazioni intercorse tra soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano e soggetti esteri siano essi UE o EXTRA UE, meglio conosciuto comeESTEROMETRO.
Riportiamo schematicamente le caratteristiche di questo adempimento.

Soggetti obbligati

L’obbligo riguarda i soggetti Iva residenti o stabiliti in Italia.

Dati da indicare

L’esterometro accoglie i dati delle fatture – emesse e ricevute a decorrere dall’1.1.2019 – verso/da soggetti esteri ( UE ed EXTRA UE).

Operazioni da comunicare

1. Cessioni intra UE di beni (e operazioni ad esse assimilate)

2. Cessioni domestiche a soggetti (anche privati) non residenti e non stabiliti in Italia

3. Prestazioni di servizi rese a soggetti (anche privati) non residenti e non stabiliti in Italia

4. Acquisti intra UE di beni (e operazioni ad essi assimilate)

5. Acquisti domestici presso soggetti (si ritiene operatori economici) non residenti e non stabiliti in Italia

6. Prestazioni di servizi acquistati presso soggetti (si ritiene operatori economici) non residenti e non stabiliti in Italia

È irrilevante che le operazioni siano o meno monitorate anche attraverso la presentazione dei modelli Intrastat (i quali continuano a dover essere trasmessi anche successivamente all’1.1.2019).

Esclusioni

Sono esclusi i dati relativi ad operazioni per le quali è stata emessa:

1. bolletta doganale (di esportazione o di importazione);

2. fattura elettronica;

3. fattura nell’ambito del cd. «tax free shopping» (attraverso il sistema Otello 2.0).

Data di riferimento

Per le operazioni attive è la data del documento emesso.

Per le operazioni passive è la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva.

Casi particolari

Fatture attive emesse a soggetti residenti a Livigno e Campione d’Italia:

Poiché Livigno e Campione d’Italia non rientrano nel territorio dello Stato italiano (art. 7, D.P.R. 633/1972) le operazioni poste in essere con soggetti ivi residenti si considerano operazioni transfrontaliere e rientrano tra quelle per le quali va trasmesso l’esterometro, salvo che non venga inviata la fattura elettronica al SdI.

Fatture passive da soggetti non residenti ma identificati in Italia:

Per le operazioni effettuate presso un operatore economico estero – privo di stabile organizzazione in Italia – ma identificato nel nostro Paese (mediante identificazione diretta ovvero rappresentante fiscale) è possibile emettere fattura elettronica inserendo nel campo codice destinatario il valore predefinito «0000000», salvo che il cliente non comunichi all’emittente uno specifico indirizzo telematico (Pec o codice destinatario). In questo modo è possibile evitare l’invio dell’esterometro.

Periodicità

La comunicazione ha periodicità mensile ovvero entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.

Tuttavia per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2019 l’invio è stato rinviato al 30.4.2019

Lo Studio resta a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

CUCINA PADOVANA

SOPPRESSA CON L’ACETO

CUCINA PADOVANA

• Tagliare la soppressa in fette spesse, e ogni fetta tagliarla in quattro, con un taglio in croce.

Saltare la soppressa in padella nera, irrorandola con un po’ d’aceto.

Servire caldo con poleta bollente.

Il nuovo orario estivo del Museo Villa Bassi Rathgeb.

Il nuovo orario estivo del  Museo Villa Bassi Rathgeb.
(fino al 31 ottobre 2019)

giovedì venerdì e sabato 16.00-19.00
domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00

Ogni sabato e domenica visita guidata della Villa e della Collezionea partenza fissa alle ore 17.00 (minimo 5 pax, 6,00 € oltre al biglietto).
Si inizia questo weekend con la visita tematica per scoprire le donne protagoniste della storia di Villa Bassi!

https://www.visitabanomontegrotto.com/category/territorio/

Albergatori: “Le Thermae Abano Montegrotto hanno bisogno del pronto soccorso in loco”

Terme Abano montegrotto(Riceviamo e pubblichiamo)

FEDERALBERGHI TERME ABANO MONTEGROTTO CHIEDE AUDIZIONE ALLA 5^ COMMISSIONE REGIONALE SANITÀ

Albergatori: “Le Thermae Abano Montegrotto hanno bisogno del pronto soccorso in loco” 

Boaretto: “Questo possibile declassamento sta già danneggiando la nostra destinazione turistica”  

 

Gli Albergatori Termali prendono ancora una volta posizione in merito all’ipotesi di decurtazione di alcuni servizi sanitari da parte della Sanità Regionale, alla Casa di Cura di Abano.

“Non è possibile – esordisce il Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto – che una destinazione turistica come la nostra, che oltre ad avere un Bacino di circa 35 mila residenti e di migliaia di lavoratori che vi vivono nella quotidianità, conta 20 mila posti letto alberghieri per un potenziale complessivo di oltre 50 mila fruitori, rischi di non avere più una gestione tempestiva e puntuale delle emergenze sanitarie.

È una condizione impensabile che i circa 800 mila turisti, per 3 milioni complessivi di pernotti, debbano fare riferimento, per i servizi di urgenza e di base, a strutture ospedaliere raggiungibili nei momenti di punta in quasi un’ora di percorrenza come gli ospedali di Padova e Schiavonia, tanto più che l’età media degli ospiti appartiene ad una fascia che risulta averne maggiormente bisogno.

‘Il declassamento – prosegue Boaretto – da presidio ospedaliero a struttura privata accreditata integrativa della rete ospedaliera regionale, rischia di creare delle situazioni di imbarazzo visto che fino ad oggi non sono mai stati messi in discussione i tempi di accesso ad una struttura ospedaliera idonea per il trattamento delle emergenze e questo rischia di creare un danno, anche di immagine, evidente per la nostra destinazione turistica che di fatto vende anche sanità, posizionandosi come la prima area per la salute preventiva in Europa”.

Gli albergatori del territorio, infatti, sono molto preoccupati ed iniziano ad avere le prime richieste di chiarimenti da parte dei tour operator.

Abbiamo già riscontrato delle richieste di informazioni da parte di alcuni grossi operatori turistici – dichiara Aldo Buja, proprietario dell’Hotel Ariston Molino di Abano Terme – preoccupati del fatto che i loro clienti possano non trovare più un pronto soccorso nel territorio euganeo.Stiamo raccogliendo tutta la documentazione necessaria per far capire alla Regione che non è possibile togliere di punto in bianco i servizi di emergenza ad un territorio come questo ed indebolire una struttura medica che aumenta anche il valore turistico di Abano e Montegrotto. Prima di operare un certo tipo di scelta, va fatto un ragionamento su quale possa essere la soluzione migliore per gli utenti, in termini di servizi e costi”.

La libera circolazione del paziente europeo e quindi la garanzia dei servizi sanitari nel luogo di vacanza – afferma Umberto Carraro, titolare dell’Hotel Panoramic Plaza e medico – deve essere un ulteriore elemento di riflessione rispetto a tale situazione, in quanto moltissimi dei nostri ospiti sono stranieri ed hanno il diritto di trovare un servizio di medicina di urgenza adeguato. Pur non entrando nelle vicende private della gestione della Casa di Cura, il pronto soccorso deve assolutamente essere garantito, assieme ad un servizio di 118 tempestivo e efficiente. Siamo da sempre a stretto contatto con la Regione per i servizi elargiti dai nostri stabilimenti, in termini di autorizzazione ed accreditamento, o per quanto concerne la guardia medica privata, motivo per cui chiediamo con ancor maggiore forza che non vengano a mancare proprio i servizi di base.

Anche in qualità – afferma Carraro – di Presidente di Terme Colli Marketing esprimo il mio disagio nel sentire che una destinazione come la nostra, che vive anche di profili sanitari, debba venire indebolita nei servizi alla persona, in assenza di programmazione e pianificazione rispetto alla reale situazione in termini di bisogni specifici”.

“Ci auguriamo – conclude Boaretto – che gli interlocutori regionali assecondino le nostre esigenze, in un disegno virtuoso di collaborazione pubblico privato che consenta alla nostra destinazione turistica e termale di mantenere le proprie eccellenze in materia sanitaria, rappresentate anche dalla Casa di Cura di Abano Terme.

In tal senso, è già stata inviata una richiesta di audizione in 5a Commissione Regionale Sanità per essere ascoltati e portare le ragioni degli imprenditori alberghieri e del tessuto turistico termale, affinché si faccia garante del sostegno sanitario necessario ai cittadini, siano essi residenti o meno, e che non siano gli stessi a pagare le conseguenze di uno scontro nel quale non devono essere coinvolti in questi termini, nell’attesa che si predisponga un piano b che li lasci senza servizi fondamentali”.

Iris Rocca
Ufficio Stampa

Federalberghi Terme Abano Montegrotto
Tel. 049 8669877 - Via Jappelli 5 – 35031 Abano Terme, press@abanomontegrotto.it

PROVERBI VENETI

PROVERBI VENETI
A cura di Aldo Francisci

 

proverbi venetiA magnare on spigo de ajo, se spuza come a magnarghene na resta.

A San Simon se cava la rava e ‘l ravanon.

Aprile sparesin, Majo saresin.

Chi che ga le zuche no ga i porzei.

Chi magna salata fà la vita beata.

Chi vole on bel ajàro lo pianta de Jenaro.

Co’ riva el trenta de Agosto tute le zuche le va ‘rosto.

Co’ riva le Madone tute le zuche le xe bone.

Da la Befana la rapa xe vana.

De San Luca pianta la rapa e cava la zuca.

Dio te varda dal vermo del fenocio e da chi che ga on solo ocio.

l primo de Aprile, miti le zuche che le vien come on barile.El simile col simile, ma le verze co l’ojo.

Fin a Nadale magnemo verze e rave.

Ghe xe chi che magna le fave e chi che magna le sgusse.

I fasoi veci nasse in panza.

I fasoi xe la carne di’ poariti.

I mèdeghi e le patate ga i fruti soto tera.