COSA SI INTENDE PER OTTURAZIONE E A COSA SERVE?

La Rubrica del Dentista
A cura della Dottoressa Alice MarcatoMARCATOalice.marcato@alice.it

COSA SI INTENDE PER OTTURAZIONE E A COSA SERVE?

Per otturazione s’intende la riparazione di un dente danneggiato attraverso la pulizia e chiusura delle parti deteriorate, impedendo l’accesso ai batteri. Questo trattamento viene solitamente eseguito in seguito a una carie o altri tipi di traumi, sempre che il dente non sia stato completamente compromesso.

L’otturazione ha l’obiettivo di ripristinare la funzionalità del dente e di evitare che la carie possa distruggere il dente. Il dentista pulisce accuratamente la parte cariata del dente e poi aggiunge un materiale per chiudere gli spazi. Solitamente quest’operazione avviene in anestesia locale.

È il dentista che, dopo un’analisi accurata, sceglierà il tipo di materiale che meglio si adatta al nostro problema.

I materiali: Il dentista ha a disposizione diversi materiali per eseguire un’otturazione e valuterà di volta in volta quale usare. I materiali più utilizzati per questo trattamento sono:

Resine (composito). L’otturazione in composito è attualmente la soluzione più utilizzata dai dentisti. Il suo uso permette di ottenere un risultato molto naturale e viene solitamente scelto per le piccole e medie otturazioni.

Amalgama. Si tratta di una lega di metalli, fra cui l’argento, utilizzata solitamente per l’otturazione dei denti posteriori a causa dell’effetto poco estetico dovuto al colore del materiale. La presenza del mercurio all’interno di questa lega è stata ed è ancora attualmente al centro di varie polemiche per la sua presunta tossicità, tanto da ridurne al minimo l’utilizzo ad oggi .

Tecnica dell’intarsio. Questo tipo di otturazione è di tipo indiretto, cioè non viene costruita direttamente sul dente in bocca, ma viene costruita all’esterno della bocca perché viene presa un’impronta sulla cavità dentaria e sarà l’odontotecnico a preparala. I materiali utilizzati possono essere resine composite oppure anche ceramica. Hanno il vantaggio di essere poco visibili in quanto il materiale viene scelto in base al colore dei propri denti. Una volta pronto, l’intarsio vine cementato sul proprio dente da parte del dentista. Vengono preferiti per ricostruire cavità particolarmente ampie , per dare più robustezza al dente.

PROVERBI VENETI

proverbiPROVERBI VENETI
A cura di Aldo Francisci 

Chi beve prima dela minestra, vede el mèdego dala finestra.

Chi vole stare san dai mèdeghi staga lontan.

Davanti al prete, al dotore e a on capitelo càvate senpre el  capelo.

Dotori e preti no dà mai gnente a nissun.

El mèdego pietoso fà la piaga verminosa.

Falo de mèdego, volontà de Dio.

Fin che’l mèdego pensa el malà muore.

Fra i doturi, in medesina, xe pì bravo chi indovina.

I fali, el médego li sconde la tera.

I mèdeghi e le patate ga i fruti soto tera.

L’amigo del prete perde la relijon, l’amigo del dotore perde la salute, l’amigo del’avocato perde la causa.

Mèdeghi e guera spopola la tera.

Mèdego vecio e chirurgo zòvane.

Mèjo on àseno vivo che on dotore morto.

On lièvore fra du can, on contadin fra du avocati, on malà fra du doturi: chi sta pèzo de luri!

Prete, dotore e comare, no te ne ingatejare.

Xe mèjo on musso vivo che on dotore morto.

SERRATURA DI CASA: attenti a cambiarla!

La rubrica dell’avvocato
a cura dell’ Avv. Claudio Calvello
(Patrocinante in Cassazione – DPO e membro di Federprivacy)

SERRATURA DI CASA: attenti a cambiarla!

I nostri clienti ce lo chiedono spesso: “Avvocato posso cambiare la serratura così non entra più quando vuole?” Tuttavia, cambiare la serratura di casa ed impedire al coniuge di rientrare nell’abitazione può costar assai caro. Tale comportamento, infatti, può configurare il reato di violenza privata. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 38910 depositata il 24 agosto 2018. Nel caso di specie un soggetto (la moglie) aveva cambiato la serratura di un immobile di proprietà esclusiva del marito e aveva impedito a quest’ultimo di rientrarne in possesso. Secondo la Corte impedire il rientro della persona offesa nella abitazione di cui è proprietario, attraverso il cambio della serratura della porta di ingresso, configura quella condotta violenta richiesta dalla norma di cui all’art 610 c.p. idonea ad esercitare pressione sulla volontà di autodeterminazione altrui.

ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER I FIGLI: i criteri individuati dalla Cassazionecalvello

Con l’ordinanza n. 25134/2018 la Corte di Cassazione torna ad affrontare la problematica connessa all’obbligo di mantenimento dei figli. L’art. 148 cod. civ., nel prescrivere che entrambi i coniugi sono tenuti ad adempiere all’obbligazione di mantenimento dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo, non detta un criterio automatico per la determinazione dell’ammontare dei rispettivi contributi ma prevede un sistema più completo ed elastico di valutazione. In particolare, tale sistema deve tenere conto non solo dei redditi, ma anche di ogni altra risorsa economica – ivi compreso il valore intrinseco di beni immobili, siano essi direttamente abitati o diversamente utilizzati – e delle capacità di svolgere un’attività professionale o domestica, e che si esprima sulla base di un’indagine comparativa delle condizioni dei due obbligati. Inoltre, nella determinazione dell’assegno di mantenimento deve tenersi conto del fatto che il dovere di mantenere, istruire ed educare la prole, vincola i coniugi a far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli. Tutto ciò premesso, nell’imporre a ciascuno dei coniugi l’obbligo di provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito, il giudice di merito deve individuare, quali elementi da tenere in conto nella determinazione dell’assegno, oltre 1) alle esigenze del figlio, 2) il tenore di vita dallo stesso goduto in costanza di convivenza e 3) le risorse economiche dei genitori, nonchè 4) i tempi di permanenza presso ciascuno di essi e 5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura da loro assunti.

 

 

LA CESSIONE DI AZIENDA

Il notaio risponde
A cura di Aldo Francisci

Notaio Di Lauro ci parli dei rischi della cessione di azienda.di lauro

La cessione di azienda è un contratto molto frequente nella prassi sociale e negli studi notarili. Si pensi alla cessione di un bar, di un ristorante, di un negozio, o anche solo di un banco al mercato. È disciplinato dal codice civile con pochi articoli, ma molto importanti. Quando si cede “l’attività”, sostanzialmente si sta cedendo il complesso dei beni, dei contratti, dei crediti e dei debiti relativi all’azienda ceduta, a meno che non ci si accordi diversamente. L’azienda è un grande contenitore che può riservare anche brutte sorprese se non ci si affida a professionisti competenti e attenti. Mentre sulla cessione dei beni, dei contratti e dei crediti si può trovare facilmente un accordo (si pensi alla locazione del locale dove è esercitata l’attività, o ai contratti delle utenze, luce, acqua, gas…) il vero problema è rappresentato dai debiti dell’imprenditore uscente. La legge non consente di escludere i debiti dalla cessione! Più precisamente, si può stabilire che il cedente resti obbligato a pagare tutti i suoi debiti, ma questo accordo vale solo nei rapporti tra le parti e non verso i creditori di un impresa commerciale. Questi ultimi, infatti, per i debiti che risultano dai libri contabili obbligatori, possono rivalersi anche sull’acquirente che non può difendersi sostenendo di non averne avuto conoscenza. E c’è di più…la responsabilità dell’acquirente di un’azienda per i debiti verso l’Agenzia delle Entrate sussiste anche se non risultano dalla contabilità aziendale!  Per difendersi, l’acquirente deve fare una specifica visura presso l’agenzia delle Entrate che rilascerà un riepilogo delle pendenze dell’imprenditore; in questo modo la responsabilità dell’acquirente sarà limitata a quanto risultante dalla visura. E non è finita. Se il cedente avesse dei dipendenti, questi, al momento della cessione, non resteranno “a casa”, ma passeranno automaticamente in capo all’acquirente, e non si potrà far diversamente. Altro errore frequente è credere che si possa evitare tutto questo subentrando in una attività in maniera “ufficiosa”, senza formalizzare la “cessione” innanzi al Notaio, dichiarando, ad esempio, in Camera di Commercio l’avvio di una nuova attività negli stessi locali dove prima era esercitata una attività sostanzialmente identica. Beh, in questi casi, l’Agenzia delle Entrate presume avvenuta una “cessione informale” tra vecchio e nuovo imprenditore e, se ci sono debiti verso l’erario, di questi risponderanno entrambi solidalmente. Insomma, come anticipato in apertura, è bene che in questi casi ci si affidi ad un Notaio e ad un commercialista che sapranno dare le giuste indicazioni per evitare brutte sorprese.

Salvatore Di Lauro, Notaio in Abano Terme

 

In ricordo della maestra Gianna Fedrigo

Sabato 13 Ottobre nell’atrio della Scuola Primaria “Giovanni XXIII” è stata scoperta una targa commemorativa in ricordo della maestra Gianna Fedrigo. Alla cerimonia erano presenti i familiari, il Sindaco Federico Barbierato, l’Assessore alla Pubblica Istruzione Cristina Pollazzi, la Dirigente dell’Istituto Comprensivo dr.ssa Barbara Stevanin oltre a docenti ed alunni. Gli intervenuti hanno ricordato l’operato della Maestra Fedrigo e lo spirito con cui svolgeva la propria missione; gli alunni hanno intonato canti in apertura e chiusura della cerimonia.

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Prima della chiusura si è voluto ringraziare l’Associazione Burraco Club Abano per la donazione all’Istituto Comprensivo Statale di Abano Terme di due LIM (lavagne interattive multimediali); si tratta di dispositivi dotati di un grande schermo interattivo su cui è possibile scrivere, disegnare, allegare immagini, visualizzare testi, riprodurre video o animazioni, nonché di un pc e di videoproiettore. Lo schermo, di ultima generazione, consentirà agli alunni ed ai docenti di operare sulla LIM con dieci “tocchi”. Le due LIM sono state consegnate alle scuole “Giovanni XXIII” e “Manzoni”.

IMG-20181024-WA0002Questa donazione rientra nel quadro della “Solidarietà per Abano”, promossa dall’Associazione Burraco Club Abano, che quest’anno vede un’attenzione particolare alle necessità delle scuole. E’ anche allo studio, unitamente con l’Assessore Pollazzi e la dr.ssa Stevanin, la fattibilità di una borsa di studio che accompagni una alunno meritevole e bisognoso nel corso di studio che vorrà intraprendere.