LE ELEZIONI COMUNALI A GIUGNO, OCCASIONE PER IL RILANCIO DELLE TERME

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

LE ELEZIONI COMUNALI A GIUGNO OCCASIONE  PER IL RILANCIO DELLE TERMEPillon 158

“il Sindaco uscente  Federico Barbierato ha un vantaggio competitivo, forse incolmabile, per i pochi giorni di campagna elettorale che ci separano dal voto.”.

Mentre scrivo mancano dieci giorni alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste elettorali e circa quaranta giorni alle elezioni amministrative che si terranno il 12 Giugno. La situazione, rispetto a quanto riportavo nell’ultimo numero di questo giornale, non è variata di molto. Alla ricandidatura del sindaco uscente, Federico Barbierato, si è aggiunta la candidatura, a capo di una o più Liste Civiche di centrodestra, di Luigi Ciccarese, di cui si vedono affissi manifesti in Città con lo slogan : “ Sconosciuto? Eppure tutti ne parlano”, slogan di per sé già sufficientemente eloquente del fatto che si affacci alla vita politica amministrativa senza aver nessuna esperienza pregressa, cosa peraltro non obbligatoriamente negativa.

Del centrodestra ufficiale (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), ad oggi, nessuna notizia!

Fra rinunce, defezioni e, si dice, molte liti, non è emersa nessuna candidatura, tanto che Ciccarese si è sentito di fare un appello per la loro confluenza sulla sua candidatura.

Anche se si trovasse un candidato dell’ultimo momento, avrebbe pochissime chance di successo. Tutto  questo ha dell’incredibile se si pensa che nelle elezioni politiche e regionali il centrodestra ad Abano Terme ha avuto percentuali di voto considerevoli e  largamente maggioritarie.

Fino ad ora questi i fatti.

Sono lontani i tempi in cui assistevamo a molteplici candidature a sindaco e a consigliere e questo è un segnale fortissimo di disaffezione verso la politica in generale e a quella cittadina in particolare.

Questo fenomeno è molto preoccupante e denuncia un arretramento della vita democratica della nostra Città. Una platea ampia di persone che si impegnano, permette ai cittadini  di selezionare gli amministratori  in base alle esperienze ed alle competenze e chiamare alle responsabilità di  governo le migliori risorse umane. Inoltre, più persone partecipano alla vita politica cittadina più sono i controlli sull’operato degli amministratori e più si impedisce  la creazione e la crescita di  vere e proprie élites oligarchiche.

Ritornando alla competizione elettorale e in questo quadro, lo abbiamo già detto, il Sindaco uscente ha un vantaggio competitivo, forse incolmabile, per i pochi giorni di campagna elettorale che ci separano dal voto.

Stiamo, quindi, assistendo ad una competizione asimmetrica e anomala in cui non tutti iniziano dallo stesso punto di partenza.

Purtroppo in questa situazione non è dato conoscere quali siano i temi veri dei programmi dei candidati: unica vera cosa che interessa ai cittadini. Anche in questo Barbierato ha il grande vantaggio di aver governato negli ultimi  cinque anni e di essersi preparato un quadro ampio di interventi, con tutti i piani di programmazione ed i master plan approvati. Forse non sono perfetti ma almeno ci sono e in questi prossimi cinque anni si potrà vederne i risultati.

Mai come in questa competizione, i temi programmatici saranno importanti perché, che si voglia o no, si dovranno affrontare questioni di importanza vitale per il nostro futuro.

Il modello termale su cui si sono fondate e realizzate le fortune del passato è chiaramente sorpassato e lo dimostra un fatto inequivocabile: le permanenze medie degli ospiti nelle strutture alberghiere sono vertiginosamente ridotte da circa due settimane, degli anni d’oro, ai pochi giorni di adesso.

Pian piano sono cambiate le dinamiche sociali e quella che in passato era la centralità del Termalismo, non c’era famiglia di Abano che non avesse qualcuno che a vario titolo lavorava negli alberghi, e andata via via trasformandosi in una marginalità in cui per moltissimi residenti c’è la completa estraneità ai temi della termalità.

Si impone quindi un cambiamento urgente di paradigma e di modello per le nostre Terme e questo non lo possono fare solo gli imprenditori termali, ma deve essere il frutto di una riflessione collettiva, di tutte le componenti cittadine, con in prima fila le amministrazioni comunali.

In un mondo in cui si è dimostrato che le grandi trasformazioni urbane sono uno dei motori dei flussi turistici, non si può pensare ad una Città immobile che si dia un po’ di belletto, una “pitturatina” e come per incanto rinasca una Città termale nuova.

Abbiamo un centro che ruota intorno all’isola pedonale, vero fulcro della città turistica, completamente disastrato nelle sue funzioni pubbliche: il Kursaal chiuso ed in stato di abbandono, il Centro Congressi chiuso da anni, gli hotels Orologio e Centrale in uno stato di degrado inaccettabile. Non si esce da questo stato di cose senza interventi coraggiosi e radicali che cambino il volto della nostra Città e la rendano più attrattiva per un mondo turistico che guarda al futuro e non al passato.

Non si tratta di sprecare suolo con nuove lottizzazioni o aree di espansione, Abano Terme non ha bisogno di nuove residenze, ce ne sono già troppe! Si tratta di avere il coraggio di riqualificare le aree già costruite e dare a loro nuove funzioni che siano al passo con la dinamicità dei cambiamenti in atto nel mondo.

Lo abbiamo visto, ampiamente in questi ultimi anni, che non siamo in grado di rigenerarsi da soli. Dobbiamo investire in nuovi progetti dotandoci dell’esperienza dei migliori professionisti in strategie turistiche e di personalità di altissimo profilo professionale nel campo della pianificazione degli interventi di riqualificazione urbana.

Gli strumenti di pianificazione generale ci sono, è stato approvato definitivamente il PAT (Piano Assetto Territorio) che permetterà di affrontare il grande teme della riconversione degli hotels dismessi e  ora si tratta di dotarsi di progetti esecutivi all’altezza di queste sfide.

Se si aggiunge che con il PNRR il territorio ha acquisito oltre venti milioni di euro, si aprono occasioni vere di sviluppo.

Se non sapremo vincere le resistenze che si oppongono ai cambiamenti assisteremo ad un continuo declino delle nostre Terme e saremo destinati ad essere sempre più uno dei tanti comuni della cintura di Padova, sempre più luoghi anonimi e senza identità.

IL SINDACO DELLA GENTE

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

IL SINDACO DELLA GENTE

“Verso le elezioni amministrative”.PILLON 157

Due mesi fa scrivevamo che a pochi mesi dalle elezioni comunali di Abano Terme non c’erano notizie relative a candidature, programmi e coalizioni o liste che intendessero presentarsi ai cittadini per la sfida che oramai è sempre più vicina. Rispetto a due mesi fa nulla è cambiato, ad eccezione della ricandidatura, di pochi giorni fa, del Sindaco uscente Federico Barbierato con l’appoggio della coalizione (Partito Democratico, Cittadini per il cambiamento e altre due liste civiche) che lo ha appoggiato in occasione della sua prima elezione nello scorso 2017.

Vorrei ribadire che questo, oltre ad essere un segnale di inadeguatezza delle forze politiche, specie del centrodestra, sono una inequivocabile mancanza di rispetto per i cittadini elettori.

Con quale coraggio si presenteranno al giudizio dei cittadini forze politiche che sono state assenti per gli ultimi cinque anni e non hanno contribuito in nessun modo, anche in modo critico, alla risoluzione dei problemi di Abano Terme?

Adesso partiranno concitate trattative per imbastire qualcosa che possa assomigliare ad un candidato credibile per fronteggiare la candidatura del sindaco uscente.

Sulla stampa locale è stata paventata l’ipotesi che il candidato sindaco del centrodestra venga scelto dai partiti provinciali sorpassando senza pudore le realtà locali.

Si sente anche parlare di liste civiche che si richiamerebbero a realtà del recente passato che pensavamo superate e sepolte: a buon intenditore, poche parole.

Non è escluso che nei prossimi giorni parta anche quello sport locale molto diffuso che si basa sulle calunnie, le maldicenze e su quelle che oggi vengono chiamate fake news (notizie false), che sono attualmente molto in voga sui social media.

Assisteremo alla presentazione di programmi assemblati qua e là e genericamente riferiti alla realtà di Abano Terme.

I programmi devono nascere da anni di presenza sul territorio e da un continuo confronto con i cittadini e le varie realtà cittadine (Categorie economiche e sociali, associazioni culturali, sociali e del volontariato) e non possono essere frutto di una improvvisazione condita da rivalse e rancori quando non sono frutto di sovrastrutture ideologiche che poco hanno a che fare con i problemi amministrativi.

In questo quadro, l’amministrazione uscente ed il Sindaco Barbierato possono, invece, vantare cinque anni di lavoro sul campo, con impegno e buoni risultati.

Oggi la nostra Città ha riassunto un ruolo ed una funzione riconosciuta a livello cittadino e extra cittadino che ci rende protagonisti della scena nazionale.

La macchina amministrativa comunale ha ripreso vigore e i cittadini hanno risposte adeguate ai loro bisogni.

Certo, la strada da fare è ancora molta, molte sono le cose da fare per rilanciare quello che tutti giudichiamo l’elemento generatore del nostro benessere ed è la nostra vera ricchezza: il termalismo.

Occorre pensare in grande, rapportarci ad un mondo globale ed in continuo cambiamento, a quegli esempi di eccellenza che sono presenti dentro e fuori la nostra Città.

Abano non ha bisogno di una amministrazione che navighi a vista o che persegua interessi di parti o di lobby.

Servono amministratori esperti e non stagisti o apprendisti, specie in questo momento in cui si devono impiegare i finanziamenti del Pnrr.

Abano non ha bisogno di un sindaco inventato all’ultimo momento.

Abano ha bisogno di un sindaco della gente!

 

 

ALL’ULTIMO RESPIRO

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

ALL’ULTIMO RESPIRO

“Una competizione vera avrebbe il merito di far emergere il meglio che può esprimere la Città”. pillon 156

Passate le feste Natalizie, mancheranno circa quattro mesi alle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e del Sindaco del Comune di Abano Terme.

Allo stato attuale questo sembra un problema inesistente per il dibattito politico in Città.

Non ci sono ancora candidati ufficiali, non si sanno quali forze saranno schierate in campo, se ci saranno coalizioni, se ci saranno nuovi soggetti che faranno capolino, se il centro sinistra saprà mettere da parte le divisioni e presentarsi unito, se il centrodestra saprà fare lo stesso o se la scena politica ci possa riservare ancora altre sorprese.

Per quanto riguarda proposte e programmi neanche l’ombra.

In questo quadro occorre avere la consapevolezza che i cittadini non sono in grado, ad oggi, di farsi un’idea sulla loro scelta elettorale. Questo è un problema non di poco conto per una vera partecipazione democratica. Il rischio è quello di decidere sull’onda di sensazioni, simpatie o posizionamenti ideologici, che poco hanno a che vedere con il buon governo di una amministrazione locale.

Se è vero che negli ultimi anni la fiducia dei cittadini, nei confronti della politica in generale, si è fortemente ridotta è anche vero che per riconquistarla occorre avere un approccio trasparente con gli elettori che devono poter scegliere, in base a proposte credibili e non propagandistiche,  chi dovrà guidare Abano Terme nei prossimi anni.

Non c’è dubbio che in questa situazione il Sindaco uscente, se decidesse di candidarsi per un secondo mandato, avrebbe un vantaggio competitivo evidente (vedi le ultime elezioni a Montegrotto).

Una competizione vera avrebbe il merito di far emergere il meglio che può esprimere la Città e quindi le forze politiche, che intendono presentarsi di fronte agli elettori, devono rompere gli indugi e mettere sul tappeto uomini e proposte che possano essere attentamente valutate.

Non sta a noi dettare l’agenda politica ma, da tempo dalle pagine di questa rubrica, sono stati indicati alcuni temi fondamentali per il futuro della Città quali: il rilancio della valenza sanitaria delle cure termali, la risoluzione di questioni, fondamentali per il territorio, quali il futuro del Kursaal, dell’ex Hotel Orologio, del Cento congressi Pietro d’Abano, degli hotel dismessi, le nuove frontiere della digitalizzazione e delle dinamiche legate alla evoluzione tecnologiche, il tema della Smart City e, non ultimo, il tema della costruzione dell’unità di intenti e di progetto fra i decisori politici e le categorie economiche.

In questi ultimi tempi l’Amministrazione comunale ha licenziato alcuni importanti strumenti di pianificazione quali il PAT (Piano Assetto del Territorio), la variante di piano regolatore per l’attuazione delle indicazioni del Master Plan di Abano Civitas (ex Comparti Centrali), Il Piano del Verde con relativo regolamento, il Master Plan di Salus per Aquam (Abano Bagni) e il Master Plan della Porta Metropolitana (ex I° ROC) con la pubblicazione del bando per le manifestazioni di interesse.

Questi sono strumenti importanti e la prossima Amministrazione sarà chiamata a darvi attuazione.

Per questi motivi le scelte dei cittadini saranno importanti e dovranno essere fatte con grande consapevolezza scegliendo candidati credibili e competenti e programmi seri.

I dilettanti allo sbaraglio è meglio che si facciano da parte.

 

E’ VERA RIPRESA ?

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

In questi giorni girando per Abano e Montegrotto si vedono molti turisti passeggiare e sembrano superati, a sentire gli interventi pubblici di qualche operatore, i tempi bui del lockdown.

Pur valutando positivamente questa situazione non sfugge a nessuno che non essendo mutate le criticità, che più volte abbiamo segnalato da queste pagine, molto probabilmente, quando si riapriranno a pieno titolo i viaggi per turismo, ci ritroveremo a fare  i conti con tutte le difficoltà del passato.

Ora viviamo una situazione drogata da questa pandemia, con cui purtroppo avremo a che fare ancora a lungo, e le situazioni contingenti occupano tutti i nostri pensieri  e ci preoccupano fortemente.

La stagione dei rinnovi delle amministrazioni di Abano e Montegrotto ha già dato il suo primo frutto. Il voto di Montegrotto ha confermato il sindaco uscente Riccardo Mortandello, a cui inviamo i migliori auguri di buon lavoro.

Nella prossima primavera  si voterà ad Abano e dopo alle due amministrazioni si porrà il grande obbiettivo di cambiare con decisione il volto delle due città.

Alcune questioni  debbono avere una risposta veloce.

Ad Abano la situazione di grave degrado in cui versa il cuore delle Terme non può più attendere con il Kursaal chiuso e recintato in una situazione indecorosa, l’ex hotel Orologio che non si capisce quale fine farà, dopo l’asta con cui l’Empam ha venduto tutte le sue proprietà delle Terme Euganee ad un fondo di investimento, il Centro Congressi Pietro d’Abano chiuso, l’ex hotel Centrale in una situazione di completo abbandono e tante alter situazioni che tutti conoscono e purtroppo anche i nostri ospiti vedono.pillon 155

A Montegrotto si ripete il tema del riuso degli hotel dismessi e quello della riqualificazione del centro dove si fronteggiano attività di assoluta eccellenza, come ad esempio la pasticceria Dalla Bona e altri negozi di pregio, con situazioni ampiamente degradate.

Sono questioni che esigono coraggio e unità d’intenti e l’abbandono di coloro che questo coraggio non hanno e non lo sanno trovare.

Non si può bearsi dei fasti passati, occorre pensare a quelli futuri confrontandosi con i migliori esempi nel mondo, con le mete turistiche che hanno fatto di più sfidando anche difficoltà che sembravano insuperabili.

Le centinaia di operatori economici e migliaia di lavoratori guardano con speranza al futuro e si aspettano coraggio dagli amministratori e da chi ha responsabilità nel territorio, nessuno si può sottrarre da questa sfida.

 

ABANO PERDE UN ALTRO PROTAGONISTA DELLA VITA CITTADINA

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

ABANO PERDE UN ALTRO PROTAGONISTA DELLA VITA CITTADINA

“Don Antonio Pontarin lascia la Parrocchia del Sacro Cuore”. La visione 153

Ha colto tutti di sorpresa la notizia, data direttamente da lui, durante la messa di domenica 13 giugno, che il parroco del Sacro Cuore Don Antonio Pontarin, lascerà a breve la guida della parrocchia, per raggiunti limiti di età.

Dopo trentatre anni di intenso lavoro pastorale, un altro dei pilastri della storia della Città di Abano Terme esce di scena.

Don Antonio è  un uomo schiettamente sincero, a volte spigoloso, ma sicuramente sempre ed appassionatamente dedicato alla cura e alla crescita della Parrocchia.

Numerosi i successi conseguiti per farla diventare una comunità forte e coesa.

Chi ha avuto occasione di conoscerlo ha sempre potuto apprezzare la sua intelligenza pronta ed ironica e la sua profonda conoscenza delle dinamiche economiche e sociali di Abano Terme, segno di una partecipazione attiva ed attenta alla vita cittadina.

Ha lasciato un po’ di amaro in bocca e ha fatto discutere la sua dichiarazione in cui lasciava intendere che molti parrocchiani erano dispiaciuti della sua partenza, ma altri ne saranno contenti.

Cosa c’è dietro a questa dichiarazione? Forse che le dimissioni per raggiunti limiti di età non erano  poi così spontanee? Qualcuno ha tramato per indurlo a questo passo? A chi era scomodo?

Questi interrogativi molto probabilmente non avranno risposte ma aprono un altro capitolo di quelle lotte sotterranee che da sempre segnano la vita di Abano e che le impediscono di avere una crescita serena e condivisa.

A pochi mesi dalla elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale si stanno già affilando le armi per una battaglia che si annuncia senza esclusione di colpi.

Il popolo della calunnia, della maldicenza, dell’invidia e della meschinità sta cominciando il proprio lavoro.

Nel frattempo, come ho avuto modo di dire molte volte, non si intravvede la crescita di un dibattito serio sul futuro della Città ed una analisi approfondita sui programmi necessari per far compiere una svolta all’economia termale.

Sembra quasi che nessuno si ponga seriamente il tema del bisogno di un cambio di passo deciso  e tutto si giochi su un campo di semplice lotta di potere indipendente ed inconsapevole del fatto che,  Abano e tutto il comparto termale,  hanno bisogno di grandi progetti e di grandi trasformazioni per poter competere nel mondo del turismo del futuro.

MOLTO PIÙ DEL GRANDE SINDACO CHE É STATO

MOLTO PIÙ DEL GRANDE SINDACO CHE É STATO

FEDERICO TALAMI se n’è andato lasciando una grande lezione. Quella di aver amato profondamente la sua città e di aver posto ciascun cittadino di essa al centro di ogni iniziativa politica e civica: dal lavoro alla scuola, dalla salute alla cultura, all’assistenza, all’ambiente, alle terme.

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Ricordare tutto quello che ha fatto il professor Talami nei suoi quasi 17 anni da Sindaco è un’impresa che richiederebbe tropo spazio e quindi ci limiterò a ricordare solo le opere che più gli stavano a cuore.

Il professor Talami fu eletto per la prima volta Sindaco del Comune di Abano Terme il 13 novembre 1960. La prima grande opera messa in cantiere nella sua prima tornata amministrativa fu l’allargamento del Viale delle Terme, cui seguirono la circonvallazione nord e la Piazza mercato. Poi venne deliberata la costruzione delle scuole Pascoli e Busonera. Dal punto di vista politico, invece, la scelta più importante fu l’adozione del Piano Regolatore Generale. Una scelta che oggi potremmo definire profetica fu quella per cui nel 1964 fece aderire il Comune alla Campagna Nazionale Antipoliomelitica con il vaccino Sabin per i bambini da 3 mesi a sei anni.

Il 3 gennaio 1965 venne eletto per la seconda volta a Sindaco e subito diede impulso a un grande piano di edilizia popolare per dare case dignitose ai meno abbienti. Il 25 aprile 1970, data non casuale, inaugurò la Biblioteca Civica, una delle sue realizzazioni cui era rimasto più legato. Lo sviluppo della città fu aiutato dall’asfaltatura di strade e piazze, dall’estensione dell’acquedotto e della rete fognaria, dall’acquisto dello stadio di Monteortone.

Il 16 luglio 1970 venne eletto per la terza volta a Sindaco. Nel 1972 accettò la donazione, da parte della signora Isabella Bassi Rathgeb, di oltre una trentina di quadri di pittori prevalentemente bresciani e bergamaschi. Questo atto fu il seme da cui tanti anni dopo germogliò il Museo Civico, un’opera da lui tanto attesa, il cui ritardo gli procurò molta sofferenza, ripagata dalla soddisfazione di vederlo inaugurato pochi anni fa dall’attuale Amministrazione. Sempre in quella tornata amministrativa venne costruita la scuola elementare Giovanni XXIII e furono ampliate tutte le scuole già esistenti. Proseguì l’acquisizione di aree per l’edilizia economico popolare e venne costruita la seconda palestra. La sua Amministrazione terminò nel giugno del 1975.

Dopo una breve parentesi, il professor Talami fu eletto Sindaco di Abano Terme per la quarta e ultima volta il 6 maggio 1977. Nel 1979 venne acquistata Villa Zasio, poi intitolata a Roberto Bassi Rathgeb, per ospitare il Museo. In quegli anni fu dato ulteriore impulso all’edilizia popolare. L’8 ottobre 1979 rassegnò le dimissioni da Sindaco per consentire un ricambio generazionale.

Come avete potuto notare abbiamo messo in rilievo tre aspetti che il professore riteneva prioritari nella sua azione amministrativa: una casa dignitosa per tutti, istruzione per tutti in scuole confortevoli, cultura per tutti tramite, ma non solo, la Biblioteca e il Museo. Ovviamente fu attento anche alla viabilità, alle attività sociali, alla pratica sportiva e ad altri ambiti della vita della comunità aponense, ma non vi è dubbio che quei tre aspetti gli stavano particolarmente a cuore.

Per tratteggiarne la figura di politico partiremo da dei dati esteriori. Tutti se lo ricordano, prima che l’età avesse la meglio sul suo fisico, mai sul suo spirito, in sella alla sua bicicletta perfettamente eretto. Ecco ogni volta che lo vedevamo così pensavamo a quella bella espressione spagnola “hombre vertical” che indica un uomo tutto d’un pezzo. Inoltre anche con un gran caldo lo ricordiamo sempre inappuntabile in giacca e cravatta. Su quest’ultimo aspetto va detto che non era affatto un formalista o un dandy, ma per lui l’abbigliamento era una forma di rispetto nei confronti degli altri e in particolare nel Consiglio Comunale egli pretendeva da sé stesso, e lo avrebbe voluto anche dagli altri, un atteggiamento simile a quello che si aveva un tempo quando si andava in Chiesa. Per lui il Consiglio Comunale era un luogo e un momento di enorme importanza poiché l’insieme degli eletti rappresentava tutta la cittadinanza e soffriva quando vedeva alcuni Consiglieri avere un atteggiamento poco rigoroso. Per quanto riguarda il primo aspetto, quello dell’uomo tutto d’un pezzo, occorre dire che, pur essendo una figura luminosa di cattolico sociale, non era per niente un democristiano, nell’accezione che questo termine ha assunto di persona che cerca di mediare a tutti i costi. Il professor Talami era un politico capace di assumere posizioni molto nette, come avvenne per esempio nel 1971 quando impegnò l’Amministrazione comunale a fianco dei lavoratori termo-alberghieri in sciopero, cosa che gli provocò fortissime resistenze anche all’interno del suo stesso partito. Peraltro nel suo impegno fu certamente democratico e cristiano. Riguardo a quest’ultimo punto ci piace ricordare la sua capacità di assumere decisioni da cattolico adulto anche in contrasto con monsignor Mazzarotto, per esempio nel volere la Biblioteca come luogo in cui potessero trovarsi a loro agio tanto una suora quanto un rivoluzionario. Per quanto concerne il suo essere democratico, vogliamo ricordare a tutti che la cerimonia che lui amava di più era quella del 25 aprile, la liberazione dal giogo nazista e dalla dittatura fascista. Il suo antifascismo gli veniva dal padre e su questo era assolutamente intransigente. Al tempo stesso però era anticomunista, nel senso che era impegnato a contrastare gli esiti totalitari insiti in quella ideologia. Tuttavia riconosceva un comune sentire con le forze della sinistra per il riscatto delle masse popolari e quindi si adoperò sempre per raggiungere degli equilibri più avanzati, prima nei confronti dei socialisti e poi dei comunisti, al fine di allargare l’area democratica e il coinvolgimento dei cittadini nel governo della cosa pubblica. Com’è facile capire in questo si ritrovava pienamente nel disegno di Aldo Moro, una figura alla quale era molto legato. Riprendendo il particolare del rispetto della forma che sa farsi sostanza, ricordiamo la sua presenza silenziosa e al tempo stesso estremamente comunicativa ai Consigli Comunali. Come un bravo cattolico assolve al proprio dovere di assistere alla messa anche se il sacerdote è incapace di predicare, lui assolveva al suo dovere di cittadino di assistere alle sedute del Consiglio, anche se a volte i politici non erano all’altezza del compito. In questo in lui c’era qualcosa del cittadino greco che deve partecipare alla vita della polis.

Concludiamo questo breve ricordo richiamando i libri che scrisse negli ultimi anni.  Anche queste furono opere, nel senso forte del termine, e vennero fatte con un intento politico più che storico. Se andiamo a rileggere quei volumi, possiamo vedere, infatti, in numerosi passaggi un intento chiarificatore tipico dell’insegnante e in effetti il suo lettore ideale era il giovane di Abano che deve riappropriarsi della storia della propria comunità per riscoprire le proprie radici e così poter progettare in modo consapevole il proprio futuro. Questo era l’ultimo lascito che il professore voleva lasciare alla sua città e la molla che lo spinse fu quella che abbiamo appena descritto e non certo il divertimento erudito o la voglia di mettersi sotto ai riflettori, cosa che aborriva. Quando tornava dal Municipio, dove aveva consultato i registri delle deliberazioni, mostrava tanto la fatica a cui si sottoponeva, stante la noia di leggere quel gran numero di atti burocratici invece che di immergersi nei suoi amati studi letterari, quanto l’ansia di terminare il gravoso compito prima che arrivasse la fine che sentiva sempre più vicina. E in effetti, quando presentò il suo ultimo libro al teatro Marconi, cogliemmo quel senso di sollievo per cui sentiva di aver assolto al suo ultimo debito nei confronti della sua città che così tanto aveva amato. Auguriamo a tutti noi, amministratori e cittadini, di essere degni di un amore così grande.

 

LA STAGIONE DELLE SCELTE

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

GESTIRE O PROGETTARE ?PILLON

“Costruire è l’opposto del verbo distruggere”. Non serve sprecare nuovo territorio basta rigenerare quelle parti del territorio già compromesse e obsolete o abbandonate.

La storia ha dimostrato che nei momenti di crisi non serve piangersi addosso ma occorre rimboccarsi le maniche e pensare al futuro. In quest’ultimo anno di pandemia nel territorio termale si sono levati pianti inconsolabili ma non si è sentito parlare di nessun progetto per il futuro.

Le Terme sono in crisi in tutto il mondo e hanno ceduto il passo al wellness ed ad una generica ricerca del benessere. Il problema è che centri benessere si possono aprire in qualsiasi parte del mondo e non serve venire ad Abano e Montegrotto. Di conseguenza il nostro successo non può che essere legato ad un rilancio della particolarità-unicità delle nostre acque e del loro potenziale sanitario. Questo non vuol dire stare fermi e aspettare che ritornino i fasti del passato ma invece impegnarsi con grande slancio in una campagna di ricerca scientifica, che abbia come obiettivo la piena accettazione delle proprietà terapeutiche delle nostre cure da parte del mondo medico.  Sappiamo bene che questo non è attualmente e chi fa finta che sia così è a dir poco superficiale,  se non in mala fede.

Identico discorso vale per le Città termali. Senza un profondo cambiamento, fortemente orientato alla sostenibilità ed all’accoglienza, continuerà quel processo di degrado  a cui stiamo assistendo da anni. Ci sono degli illusi che pensano che restando fermi si migliori la qualità delle città. Restando fermi le città muoiono! In un’intervista al quotidiano La Repubblica dell’11 maggio 2019 Renzo Piano affermava: “Costruire è l’opposto del verbo distruggere”. Non serve sprecare nuovo territorio basta rigenerare quelle parti del territorio già compromesse e obsolete o abbandonate.

Nelle pagine seguenti di questo numero di InformAbano si parla di un Sindaco del passato, scomparso in questi giorni,  il Prof. Federico Talami. Lui negli anni sessanta non ebbe paura di progettare una nuova città, di fare scelte coraggiose che guardavano al  futuro. Questo è lo spirito con cui occorre affrontare i problemi del presente per costruire la città del ventunesimo secolo.

La semplice gestione delle città non basta più, si tratta, quindi, di progettare una città moderna, tecnologicamente avanzata e aperta alle nuove tendenze nel campo della salute e del turismo.

Una città SMART che sappia attrarre nuove funzioni e nuovi investimenti e che sappia anticipare e non seguire i tempi.

Non mi stancherò mai di dire, a costo di sembrare ripetitivo, che tutti devono fare la loro parte, mettendo da parte gli individualismi, facendo squadra per la definizione di un progetto unitario e condiviso per le Città Termali. Una Squadra forte, unita e con le idee chiare, avrà anche la forza per chiedere alla Regione e al Governo di investire sul futuro delle Terme Euganee, dei lavoratori, delle attività economiche e dei cittadini.

 

LA STAGIONE DELLE SCELTE

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

LA STAGIONE DELLE SCELTE

“ Solo pensando in Grande si potranno fare Grandi le nostre Città.”La visione

Nella mia memoria non sono presenti ricordi di momenti di crisi economiche gravi come quella che stiamo vivendo in questo periodo di pandemia. Dal secondo dopoguerra del secolo scorso Abano ha visto uno sviluppo progressivo sia per la disponibilità di posti letto che per arrivi e presenze.

Solo negli ultimi trent’anni si sono cominciati ad avvertire segnali di una tendenza che cominciava a mettere in discussione un modello di sviluppo che sembrava inesauribile. Le grandi trasformazioni politiche e la globalizzazione, la riduzione della spesa pubblica e le nuove destinazioni turistiche hanno aperto scenari inediti e fortemente concorrenziali all’interno del comparto turistico.

La Pandemia ha dato una brusca accelerazione a questa tendenza.

La peculiarità sanitaria delle nostre Terme ha perso quella preminenza che aveva avuto nel passato, dove quasi la totalità degli ospiti usufruiva, veniva per questo, della fangoterapia. Oggi non è più così!

Esempi di un nuovo modo di essere nelle Terme Euganee ce ne sono molti: chi ha decisamente migliorato l’offerta alberghiera, chi ha tentato nuovi percorsi medici, ma tutti hanno operato in perfetta solitudine pensando che risolvendo i problemi della propria struttura si risolvessero i problemi generali delle difficoltà di un intero comparto. Purtroppo non è così e le strutture che erano in difficoltà lo sono ancora di più.

Se non si apre un fronte unitario in cui, tutti, prendano consapevolezza delle sfide del futuro dando risposte condivise e complessive, non si riuscirà ad invertire quella tendenza che ha portato alla chiusura di decine e decine di Hotel.

Oggi percorrere le strade di Abano e Montegrotto non da la stessa impressione che sia aveva in un passato non tanto lontano. Cosa possono pensare i nostri ospiti quando si inbattono sempre più di frequente in strutture abbandonate a se stesse ed in stato di disfacimento?

Non basteranno le campagne promozionali, che sicuramente si dovranno ancora fare e potenziare, ma occorrerà ridare slancio alla valenza sanitaria delle Terme, attraverso una campagna di ricerche medico- scientifico che rilancino nei confronti del mondo medico la validità delle nostre cure.

Le istituzioni pubbliche, in primo luogo Regione e Comuni, assieme agli imprenditori termali ed alle altre attività economiche, si devono fare parte attiva in questi progetti di ricerca con impegno e mettendo a disposizione risorse ingenti.

In queste aree, oltre ad ingenti capitali investiti, ci sono migliaia di lavoratori e centinaia di attività commerciali ed artigianali da difendere e quindi gli investimenti pubblici non possono evitare di farsene carico.

E’ la stagione delle scelte!

È nei momenti di grande crisi economica che occorrono investimenti nuovi sia da parte pubblica che privata.

E’ il momento di New Deal delle Terme.

E’ il momento delle grandi trasformazioni, occorre dare nuova forma alle Città termali riprogettando gli spazi e i luoghi. Questo non vuol dire sprecare territorio e prevedere aree di espansione, ma avere un piano avanzato per il riuso delle aree già edificate o compromesse.

E’ il momento di puntare decisamente sullo sviluppo sostenibile e sulla green economy.

Se qualcuno pensa, e ce n’è più di uno, che occorra non far nulla, che occorra stare immobili e poi tutto tornerà come prima, si sbaglia di grosso: a stare fermi gli altri ti sorpassano!

Quest’anno e l’anno prossimo si rinnoveranno le amministrazioni di Montegrotto ed Abano. Anche questa deve essere l’occasione di una profonda riflessione e di Grandi Progetti che sappiano attirare capitali di investimento importanti.

Solo pensando in Grande si potranno fare Grandi le nostre Città.

TUTELA CONSERVATIVA O ESPANSIONE MODERNISTA?

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

TUTELA CONSERVATIVA O ESPANSIONE MODERNISTA?

“Abano Terme del domani non potrà prescindere dalla grande sfida della sostenibilità”PILLON 150

Abano Terme non ha mai conosciuto una crisi economica profonda come quella attuale da quando è nata la moderna città termale.

La pandemia ha accentuato e drammatizzato alcuni processi che già erano presenti sul nostro territorio e di cui i segni più evidenti sono la chiusura di molti stabilimenti termali, del Kursaal e del Centro Congressi Pietro d’Abano.

Oggi tutti sono impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid ma il prossimo futuro ci imporrà una celere scelta sul come affrontare con efficacia i temi della ripresa e del rilancio delle Terme.a

Se qualcuno si illude, appena passata la pandemia, che tutto riparta “motu proprio” e non ci sia bisogno di una riflessione complessiva, di un cambio di marcia e di un uovo modello di sviluppo, si sbaglia di grosso.

Non ci salverà la buona volontà di quegli imprenditori che hanno investito nelle proprie strutture, non ci salverà la volontà dei lavoratori, non ci salveranno le operazioni di “maquillage”della Città, e non ci salverà chi pensa che per ritornare ai fasti del passato occorra applicare teorie di decrescita felice (crescita zero/decementificazione) o di sviluppo edificatorio indiscriminato.

Come ha ben sintetizzato il Prof. Pier Carlo Palermo, già Preside della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano: “Una delle sfide più attuali per l’innovazione della pubblica amministrazione passa attraverso la diffusione e gli usi effettivi di una ‘cultura della valutazione’ ancora ampiamente inedita in Italia: come capacità di lavorare per obbiettivi e per progetto, di comparare razionalmente strategie e modalità di azione, di rendere conto dei risultati in modi trasparenti e riflessivi” (I limiti del possibile-Donzelli  Editore).

Occorre aprire una riflessione collettiva, respingendo i personalismi, le divisioni politiche e le spinte corporative e definire un progetto condiviso sull’Abano Terme del domani che non potrà prescindere dalla grande sfida della sostenibilità.

Questo sarà possibile ad Abano?

Purtroppo lo scenario non è dei migliori: categorie economiche e forze politiche sono profondamente divise tra di loro e non si intravvedono possibili punti d’incontro, ma se nessuno proverà, molto probabilmente, nulla cambierà.

L’impresa è titanica ma la consapevolezza che il futuro di Abano Terme dipende solo da come sapremo cogliere le sfide del futuro e dei forti cambiamenti legati alle grandi trasformazioni dovute alle applicazioni sempre più elaborate dell’intelligenza artificiale.

Abano Terme è in una fase di transizione tra il vecchio modello germanocentrico e un nuovo modello globalizzato e il nostro futuro dipenderà molto da come ci porremo in questo mercato globale e da come sapremo coniugare la nostra offerta alle nuove tendenze mondiali sul tema della sanità e della medicina personalizzata e delle nuove frontiere del turismo.

La sostenibilità sarà la giusta alternativa tra la vecchia dicotomia di contrapposizione tra una tutela conservativa e l’espansione modernista, ma per costruire un sistema sostenibile occorre mettere mano a tutte le vecchie convinzioni e costruire un progetto per una città molto diversa da quella attuale con una forte strumentazione che lo renda possibile.

L’EREDITÀ DI ALDO

La visione dietro l’angolo
di Cesare Pillon

L’EREDITÀ DI ALDO

“Il coraggio di non avere paura del futuro”

Il vuoto lasciato da Aldo Borile sarà difficilmente colmato! Un uomo come lui non si trova e non si sostituisce facilmente. BORILE

Poche volte nella vita ho incontrato persone così intelligenti e dotate di una capacità intuitiva che sapeva fare sintesi di situazioni anche molto complesse.

I suoi meriti sono sotto gli occhi di tutti: le sue realizzazioni parlano da sole.

Ma il suo merito principale è stato quello di scommettere tutto su Abano Terme e di essere stato da stimolo per il rinnovamento delle strutture e delle attività termali. Se oggi Abano Terme è ancora competitiva a livello mondiale e non ha fatto la fine ingloriosa di altre famosissime stazioni termali italiane ed europee è merito di alcuni imprenditori, di cui sicuramente Aldo Borile è stato l’elemento di punta, che hanno creduto nelle potenzialità delle Terme Euganee ed hanno investito ingenti capitali per dare ai nostri ospiti strutture all’avanguardia nello scenario turistico mondiale.

Quando molti pensavano che gli alberghi fossero troppi e che bisognava “sfoltirne” il  numero, lui in controcorrente lanciava la sfida di fare di un albergo vecchio ed obsoleto, l’hotel Sanat, il miglior albergo di Abano Terme: il Grand Hotel Abano.

E’ proprio vero che i sogni si realizzano se si ha il coraggio di crederci e Aldo era uno che credeva fortemente in quello che faceva, era un uomo pratico che non aveva paura di sporcarsi le mani nei cantieri.

Con qualsiasi tempo, era in prima fila a seguire i lavori perche “solo lui sapeva come dovevano essere fatti”.

Era un uomo curioso. Ho avuto modo personalmente di vedere come, in alcuni viaggi fatti assieme, mettesse una grande attenzione a quanto di nuovo e ben fatto dovesse incontrare nel suo cammino. Una volta in un grandissimo hotel europeo, durante una delle tante fiere del turismo a cui abbiamo partecipato assieme, lui come albergatore ed io come Sindaco o Assessore, incuriosito da alcune soluzioni che avevano attirato la sua attenzione non esitò a smontare letteralmente un bagno, lui lo sapeva fare, per vedere come erano state risolte alcune questioni.

Ci sono dei giovani imprenditori, primi fra tutti i suoi amatissimi figli, che hanno imparato e oggi propongono offerte di assoluto livello mondiale con le loro strutture che ci fanno sperare per il futuro di Abano Terme.

Oggi questa pandemia ci fa vedere tutto nero, ma se si affronterà il futuro con coraggio e lungimiranza, non adagiandosi sugli allori e sapendo cogliere ed anticipare le sfide che ci stanno davanti, i risultati non mancheranno.

Questa è l’eredità che ci ha lasciato Aldo: il coraggio di non avere paura del futuro.